Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 17 Ottobre 2019 9:10

Droga, denaro falso e truffe, due condanne e due patteggiamenti

Aosta - Si è chiusa oggi l’udienza per gli accusati di vari reati, che secondo gli inquirenti avevano come “culla” una casa in via Trottechien, ad Aosta. Due dei sei imputati, rinviati a giudizio con rito ordinario.

Erano attività investigative diverse, condotte da Carabinieri e Polizia. Una legata agli stupefacenti, l’altra alla circolazione di denaro falso (con cui erano state commesse e tentate delle truffe) e all’uso indebito di una carta di credito. Una volta sul tavolo del sostituto procuratore Carlo Introvigne, era emerso un comun denominatore: il fatto che alcuni protagonisti frequentassero un alloggio in via Trottechien, ad Aosta, “culla” delle varie attività illecite. Oggi, mercoledì 16 ottobre, si è chiusa davanti al Gup del Tribunale l’udienza preliminare per i sei imputati, con due condanne, due patteggiamenti e altrettanti rinvii a giudizio con rito ordinario.

Il proprietario dell’abitazione, il pensionato 55enne Pietro Giovanni Manca, accusato di agevolazione all’uso di stupefacenti nella casa, ritenuta dai militari del Nucleo Investigativo “luogo di convegno abituale di persone – anche minorenni” – dedite ad assumere droga, ha scelto il rito abbreviato: il giudice gli ha inflitto tre anni di reclusione e 3mila euro di multa. A spacciare tra le mura di quella casa (hashish, marijuana e cocaina, secondo le indagini sin dal 2016 e fino allo scorso ottobre), per i Carabinieri era Giorgia Mauro, 28enne disoccupata che ha patteggiato un anno e sei mesi di carcere.

L’accusa di smercio della droga (ad “almeno ventitré persone, di cui sedici minorenni”) le era mossa in concorso con Ziad Shaker, imputato anche per la spendita di banconote false, addebito emerso dalla parte dell’inchiesta seguita dalla Squadra Mobile della Questura. Per lui, che ha discusso l’udienza preliminare, il Gup ha disposto il rinvio a giudizio: comparirà dinanzi al Tribunale, con dibattimento ordinario, il 26 febbraio 2020. Secondo l’accusa, altri tre frequentatori della casa, oltre a Shaker, si erano procurati del denaro falso, con cui avevano truffato il venditore online di un computer portatile e tentato di fare lo stesso con un altro inserzionista, tra il settembre 2018 e il gennaio 2019.

Inoltre, ottenuta nel “giro” di via Trotetchien una carta prepagata “Superflash”, l’avevano usata passandosela di mano, all’insaputa del legittimo proprietario, quindi indebitamente per la Procura. Una volta, nell’ottobre 2018, per acquisti in una boutique di Aosta e in un negozio di Saint-Christophe (per un totale di oltre 1.500 euro) e, successivamente, per prelevare da uno sportello bancomat di piazza Chanoux. Per questi episodi, con i conseguenti addebiti contestati a vario titolo, Roberto Recrosio è stato condannato a due anni e sei mesi di carcere e 1.000 euro di multa (rito abbreviato), mentre Roberto Cristini ha patteggiato un anno quattro mesi venti giorni e 300 euro di multa. Infine, per Es Said El Mansouri, è scattato il rinvio a giudizio (anche per lui, il 26 febbraio del prossimo anno). Il caso, e la casa, è chiuso.

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