Finaosta, rito abbreviato per Lévêque, Perron e Rollandin

Si è tenuta oggi, lunedì 28 gennaio, l’udienza preliminare per la turbata libertà del procedimento di nomina del Presidente della finanziaria regionale. Il processo verrà discusso l’8 aprile e il 13 maggio prossimi.
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Saranno giudicati con rito abbreviato l’economista Massimo Lévêque, l’ex assessore Ego Perron ed il già presidente della Regione Augusto Rollandin, imputati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in occasione della nomina del Presidente di Finaosta, nell’agosto 2015. La richiesta dei rispettivi difensori è stata accettata e, al termine dell’udienza preliminare tenutasi oggi, lunedì 28 gennaio, il giudice Luca Fadda ha fissato la discussione per l’8 aprile e il 13 maggio.

Prima di arrivare all’istanza di rito alternativo, i team legali avevano presentato varie eccezioni. Il Gup ne ha accolte soltanto due, relative al deposito di documentazione (nella quale, oltre ad alcuni atti e deliberazioni, rientrano delle dichiarazioni raccolte in indagini difensive curate dagli avvocati) e all’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche prodotte dalla Procura, perché provenienti da un altro procedimento.

Considerando che nell’“abbreviato” la decisione finale del Giudice si forma esclusivamente sul fascicolo processuale (non vengono ascoltati in aula testimoni, né gli imputati), ogni modificazione dei suoi contenuti può rivelarsi strategica per le difese. Per quanto riguarda l’esclusione delle trascrizioni delle telefonate, però, il pm Luca Ceccanti può contare (perché non escluse) sulle dichiarazioni di “persone informate sui fatti” sentite nell’inchiesta, riguardanti proprio i contenuti di parte delle intercettazioni.

È stata invece respinta, assieme a quella su una perizia legale, l’eccezione sulla presunta improcedibilità dell’azione penale sui fatti. Le indagini erano state avviate inizialmente per l’ipotesi di abuso d’ufficio (poi archiviata), legata al fatto che all’assemblea dei soci di Finaosta dell’agosto 2015, l’allora capo dell’Esecutivo Rollandin avesse votato una deliberazione imperniata su un compenso, per il Presidente della finanziaria regionale, più elevato di quello previsto dalle norme in materia.

Per gli avvocati degli imputati, la mancata riapertura di quelle indagini non avrebbe permesso di arrivare alla nuova imputazione, alla base del procedimento odierno. Secondo la Procura, tuttavia, nella tesi poi condivisa dal Gup Fadda, il reato di turbativa d’asta si sarebbe consumato prima dell’assemblea, concretizzando una circostanza diversa, oggetto di una contestazione indipendente da quella archiviata.

Stando agli inquirenti, Perron e Rollandin – pubblici ufficiali in forza delle cariche rivestite – avrebbero rivelato a Lévêque, in anticipo sullo svolgimento, i contenuti del bando della selezione del presidente di Finaosta, rassicurandolo inoltre che il previsto emolumento di 31mila 500 euro sarebbe stato elevato sino a 100mila, superando così la soglia di 80mila “richiesta” dall’economista per l’incarico.

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