43enne morto a Verrayes, sequestrate le auto della Polizia usate nell’inseguimento

Il provvedimento disposto per cercare eventuali segni dell’urto con il corpo di Davide Suvilla, il 43enne morto mentre tentava di fuggire dalla Polizia su un camion rubato a Verrayes. All’attenzione dei pm anche gli atti e le dichiarazioni degli agenti.
Selis targa
Cronaca

Sono state sequestrate, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura, le due auto della Polizia a bordo delle quali i cinque agenti indagati per omicidio colposo stavano inseguendo, la sera dello scorso 27 aprile, il 43enne Davide Suvilla, morto lungo la Statale 26 a Châtillon, nel tentativo di fuggire al volante di un camion Iveco Trakker, rubato poco prima a Champagne di Verrayes.

L’esame delle vetture potrebbe essere in grado di aggiungere, alla ricostruzione dell’accaduto, dei tasselli ritenuti significativi. In particolare, su un’auto verranno ricercati gli eventuali segni dell’urto con il corpo di Suvilla. Stando agli elementi raccolti sinora, uno dei due equipaggi di Polizia, a sirene spiegate, arriva in prossimità del mezzo, forse pronto ad una retromarcia improvvisa. Uno dei tre agenti scende dall’auto, nell’intento di bloccare il conducente del Trakker, che finisce a terra.

Sarà l’inchiesta a dover accertare se – ed eventualmente di che natura – ci sia stato un contatto tra i due. In quel frangente, continua quanto ricostruito, sopraggiunge la seconda “auto civetta” della Squadra mobile, con gli altri due poliziotti lanciati all’inseguimento. L’ipotesi investigativa è che Suvilla, ormai privo di equilibrio, l’abbia colpita sulla fiancata, venendo poi travolto dalla ruota posteriore della vettura.

L’equipaggio ha riferito di aver avvertito un colpo, notando poi l’uomo a terra dopo essersi fermati. Vengono chiamati i soccorsi (nel frattempo, il conducente del camion era stato ammanettato), che constatano la morte. Sul luogo giunge pure la Polizia scientifica, per i rilievi, che stanno corroborando le indagini.

Stando ai primi riscontri dell’autopsia, effettuata dal medico legale Roberto Testi, la morte è conseguenza del politrauma (cranico e toracico) riportato dall’uomo. Sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria, resta anche il camion rubato. La volontà degli inquirenti è di giungere a una lettura esaustiva e completa dell’accaduto.

Le verifiche della Procura includono aspetti come gli atti redatti dagli agenti in servizio, le loro prime dichiarazioni e la rispettiva corrispondenza con i dati forniti dai successivi accertamenti. Un filone particolarmente sensibile, anche perché emergerebbero differenze, attuali oggetto di approfondimenti da parte dei magistrati di via Ollietti.

I poliziotti, quattro uomini e una donna, sono difesi dagli avvocati Rachele De Stefanis, Pietro Porciani ed Enrico Ugolini. Oltre al Vicepremier Matteo Salvini e alla Lega, che hanno solidarizzato con i cinque via social nelle ore in cui si è diffusa la notizia che fossero indagati, sull’episodio si è espresso anche il sindacato di polizia Coisp.

“Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e siamo certi che l’istruttoria dimostrerà la correttezza delle azioni dei poliziotti che quella sera hanno agito con rigore operativo in una situazione estremamente delicata e pericolosa”, ha scritto il segretario Domenico Pianese in una nota. “Auspichiamo – si legge ancora – che l’iter giudiziario possa concludersi in tempi rapidi restituendo serenità a chi ha semplicemente fatto il proprio dovere per difendere i cittadini e garantire la sicurezza collettiva e siamo pronti, come sindacato, a sostenere i colleghi in ogni sede e con ogni modalità”.

L’avvocata Giulia Magro, invece, rappresenta Cinzia Vezzoli, compagna di Suvilla.  La donna, in un post sui social dello scorso 2 maggio, commentando le notizie proposte dai media sulla vicenda, ha scritto: “hanno dimenticato il dettaglio che è quello più importante, che me l’hanno ammazzato”. Vezzoli mette nero su bianco che “non giustifico Davide”, ma “nessuna persona in questo mondo meritava di morire come un animale! Voglio giustizia!”.

I genitori e la sorella di Suvilla sono affiancati, infine, dall’avvocato Roberto Grattini, che difende anche i due presunti complici del deceduto. Quella sera, erano su un’auto, che la Polizia è riuscita a fermare sull’A5, all’altezza di Quincinetto, arrestandoli. Suvilla, residente in Lombardia, in passato era stato in carcere, per reati contro il patrimonio.

Indagati cinque poliziotti per la morte dell’uomo caduto da un camion rubato

6 Maggio 2025, ore 12.04

Palazzo giustizia di Aosta
Il palazzo di giustizia di Aosta.

Omicidio colposo. E’ l’ipotesi di reato per cui cinque poliziotti sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Aosta, nelle indagini sulla morte di Davide Suvilla, l’uomo residente nel milanese che, la sera dello scorso 27 aprile, ha perso la vita a Châtillon, cadendo dal mezzo pesante con cui stava fuggendo dalla Polizia.

Si tratta degli agenti di due equipaggi che lo inseguivano lungo la Statale 26, a seguito del furto del camion, avvenuto in località Champagne a Verrayes. In fuga anche due presunti complici dell’uomo, a bordo di una vettura, che la Polizia ha poi bloccato sull’A5, all’altezza di Quincinetto. La convalida dei loro arresti è avvenuta al Tribunale di Ivrea.

Dopo l’incarico ricevuto dalla Procura, il medico legale Roberto Testi ha effettuato oggi  l’autopsia sul corpo di Suvilla. Dai primi riscontri, la morte sarebbe riconducibile ad un trauma cranico e toracico. La relazione completa sull’esame sarà depositata in Procura entro 60 giorni. All’autopsia erano presenti anche i consulenti tecnici nominati dai poliziotti indagati.

Sull’iscrizione, nel registro degli indagati, degli agenti interviene il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. Su X (ex Twitter) esprime “la solidarietà mia e di tutta la lega a questi agenti“.

 

Assegnato l’incarico per l’autopsia dell’uomo morto dopo il furto di un camion

6 maggio 2026, ore 12.04

Obitorio Aosta
L’obitorio al cimitero di Aosta.

E’ stato conferito quest’oggi, mercoledì 6 maggio, dalla Procura di Aosta l’incarico al medico legale Roberto Testi per l’autopsia da cui è attesa l’individuazione delle cause del decesso dell’uomo morto il 27 aprile, in serata, durante un inseguimento con la Polizia, lungo la strada statale 26, alle porte di Châtillon.

Secondo la prima ricostruzione dell’accaduto, la vittima era al volante di un camion da cava rubato poco prima a Verrayes. Due presunti complici, invece, procedevano su un’auto e sono stati arrestati sull’autostrada A5, all’altezza di Quincinetto. La Polizia aveva incrementato i controlli in zona, a seguito di episodi analoghi ed era così scaturito l’inseguimento del mezzo.

Stando agli inquirenti, arrivato a Châtillon, il conducente del mezzo pesante – di circa 40 anni, residente in Lombardia – si sarebbe lanciato dall’abitacolo. L’autopsia servirà quindi a chiarire se è morto per i traumi riportati nella caduta, se è stato schiacciato dallo stesso camion, o investito da terzi.

Verrà disposta l’autopsia sull’uomo morto dopo il furto di un camion

29 aprile 2026 – Ore 13.12

La Procura affiderà un autopsia, al momento non ancora assegnata, per fare luce sulle cause della morte dell’uomo – di cui non sono ad oggi note le generalità – deceduto mentre era inseguito dalla Polizia nella serata dell’altro ieri, lunedì 27 aprile, dopo il furto di un camion. L’accertamento rientra nell’ambito di un fascicolo aperto per ricostruire esattamente la dinamica dell’accaduto.

Stando a quanto ricostruito sinora, assieme a due presunti complici, arrestati successivamente in Piemonte, il deceduto aveva sottratto, in un’area a Champagne di Verrayes, un Iveco Trakker, dirigendosi verso Torino lungo la Statale 27. Arrivato alle porte di Châtillon, eluso un posto di blocco, si sarebbe gettato dal mezzo.

All’accertamento medico-legale sarà affidato, in particolare, il compito di capire se sia morto per l’impatto con l’asfalto o se perché il mezzo, poi finito contro il muro, lo abbia schiacciato. Nell’ambito delle indagini, il camion è stato posto sotto sequestro. Il proprietario, un impresario della media valle, è stato avvisato dalla Polizia dell’accaduto.

I presunti complici, che viaggiavano a bordo di un’auto, sono riusciti ad imboccare l’A5, dove sono stati fermati a Quincinetto. Nella mattinata di oggi, mercoledì 29 aprile, al Tribunale di Ivrea si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto. La Polizia aveva incrementato la sorveglianza in media Valle, a seguito della segnalazione di un precedente furto simile.

Si lancia dal camion rubato per sfuggire alla polizia e muore sull’asfalto

Martedì 28 aprile 2026, ore 20.47

Polizia.

E’ ancora in parte da accertare quanto accaduto nella serata di ieri, lunedì 27 aprile, lungo la Statale 26, nel territorio di Saint-Denis. Attorno alle 23.30, un uomo – di nazionalità italiana, ma di cui non sono note le generalità – è morto mentre cercava di sfuggire alla Polizia, dopo il furto di un camion.

Secondo quanto ricostruito sinora dagli inquirenti, il conducente del mezzo da lavoro – un Trakker Iveco da cava – aveva eluso un posto di blocco a Châtillon, poi avrebbe compiuto un’inversione di marcia per, infine, gettarsi dal mezzo in corsa, perdendo la vita sull’asfalto.

Due presunti complici, allontanatisi a bordo di un’auto, sono stati arrestati dalla Polizia in Piemonte, in flagranza di reato. Il camion risulta essere stato rubato in un’area accanto ad una stazione di servizio a Champagne di Verrayes. Sfondato l’ingresso del parcheggio, il fuggiasco si è diretto, al volante del mezzo pesante, verso Torino. A Châtillon, il posto di blocco e poi l’inseguimento della pattuglia.

L’incidente è stato rilevato, con la circolazione rimasta chiusa per le attività tecniche della Polizia. Il mezzo è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. I controlli in zona erano stati aumentati dopo segnalazioni di furti analoghi, negli scorsi giorni. La Procura sottolinea che “sono in corso tutte le attività investigative finalizzate alla completa ricostruzione dei fatti”.

18 risposte

  1. Si, Rita, in Italia, secondo la sinistra, i Santi sono i ladri, i rapinatori e gli stupratori; i carabinieri sono i delinquenti e vanno considerati tali fino a prova contraria.

  2. Solidarietà totale a chi ci difende e poi si ritrova a dover spiegare perché un criminale si è lanciato da un camion in corsa

  3. Imputati per omicidio colposo, per aver semplicemente inseguito un ladro (delinquente appena uscito di prigione), che ha avuto la brillante idea di tuffarsi dal camion rubato.
    C’è qualcosa che non funziona in italia.

    1. Dove è scritto che sono imputati? C’è una bella differenza tra indagati e imputati, non faccia del bieco populismo.

      1. Mi scuso per l’inesattezza.
        Indagati per omicidio colposo. Il che significa che c’è chi sta ragionando su di loro e sta cercando prove della loro colpevolezza per il fatto di avere inseguito un ladro (un delinquente appena uscito di prigione) il quale aveva ripreso a delinquere e ha pensato bene di lanciarsi dal camion rubato, pare anche sotto effetto di stupefacenti. Sperando che al magistrato di turno non salti lo sghiribizzo di imputare gli agenti, cosa non rara in italia.
        Il che tradotto in soldoni significa che ognuno di quei poliziotti sta vivendo tempi di angoscia per il semplice fatto di avere adempiuto al proprio dovere.
        Walter Z., sempre dalla parte di caino, mai dalla parte di chi ci difende dai delinquenti?

        1. Cito banalmente Wikipedia: “L’omicidio colposo (o anche omicidio involontario) è il reato consistente nella soppressione di una vita umana ad opera di una persona in conseguenza di un fatto a lei imputabile, ma compiuto senza intenzionalità. L’assenza dell’intenzionalità lo distingue dall’omicidio doloso o volontario”.

          Lei ha prove che la persona fosse sotto effetto di stupefacenti? Sa che rischia la querela per questa affermazione?
          Io non sono né dalla parte di Caino né di chi ci difende, ma della verità senza frasi fatte o di comodo.
          Ah, e comunque “sempre”? È la prima volta che commento su questo giornale, campione

  4. Non e’ proprio cosi…i giudici e magistrati applicano le leggi che questo governo in quattro anni non ha mai cambiato…come non ha fatto nulla di quello che aveva promesso

  5. Ma come vi stupite io x niente , avete votato no al referendum è vi lamentate , questi sono i giudici e i magistrati di sinistra . Cosa avete da stupirvi .

  6. Cose da pazzi!!! Ormai proteggiamo i delinquenti e perseguiamo le forze dell’ ordine che fanno il loro dovere. La conseguenza è che la prossima volta lasceranno scappare i ladri con il bottino per evitare problemi, e faranno solo bene.

    1. Indagati, non condannati.
      Se sono innocenti, non succederà nulla né pagheranno un centesimo.

      Indagati. Magistratura libera. Non condanne preventive.

  7. Mi associo ai complimenti. Speriamo che non incriminino gli agenti per omicidio. Non si sa mai. (Vedi caso Rami)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte