Cronaca

Ultima modifica: 14 Maggio 2019 15:45

Frana in Val Ferret, indagato il Sindaco

Aosta - A Stefano Miserocchi contestati il disastro colposo, l'omicidio colposo plurimo e le lesioni colpose. Il suo difensore, l'avvocato Bellora: "siamo molto sereni".

La frana in Val Ferret - Foto dall'elicottero Airgreen

“Il Sindaco, fermo il rispetto dovuto a chi ha perso la vita in una tragedia, ha agito nel pieno rispetto dei suoi doveri istituzionali e io ritengo che non vi siano responsabilità da parte sua e del Comune“. Sono le parole con cui l’avvocato aostano Corrado Bellora commenta la posizione del suo assistito, il primo cittadino di Courmayeur Stefano Miserocchi, indagato dalla Procura aostana per la colata di detriti staccatasi in Val Ferret lo scorso 6 agosto, facendo due vittime.

Le contestazioni rivolte al Sindaco sono disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, per non aver operato al fine di impedire l’evento. Negli scorsi giorni, il pm Eugenia Menichetti, titolare dell’inchiesta, ha avanzato al Gip una richiesta di incidente probatorio, finalizzata alla nomina di un perito cui affidare una consulenza tecnica, verosimilmente di carattere geologico. La difesa di Miserocchi, ribadendo serenità, attende il pronunciamento in merito del Tribunale per valutare, eventualmente, la nomina di un consulente di parte.

La massa di fango e detriti, staccatasi a seguito dell’esondazione del torrente Marghera, aveva invaso la strada comunale a monte di Planpincieux e nella zona di Meyen, arrivando a delle auto. Su una di queste si trovavano Vincenzo Mattioli (71 anni) e sua moglie Barbara Gulizia (69), entrambi di Milano, rimasti uccisi (avevano una casa a Morgex e si apprestavano a farvi ritorno). Gli ultimi atti di vita della coppia sono testimoniati da un video, realizzato con il cellulare da due giovani ed acquisito dagli inquirenti (indaga l’aliquota del Corpo forestale della Sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura).

In base alle immagini (acquisite dai finanzieri del Sagf di Entrèves nell’imminenza dei fatti), e al racconto di chi le ha girate, le due vittime erano rimaste bloccate nell’abitacolo, vicino al ponte che conduce al sentiero per il rifugio Bertone, poi la colata ha travolto la vettura. I fatti si erano verificati nel tardo pomeriggio, a seguito un temporale ritenuto particolarmente violento sulla zona. La vallata era rimasta bloccata per tre giorni, poi le operazioni di sgombero si erano concluse, permettendo di riaprire la strada che la attraversa, prima a senso unico alternato, poi completamente.

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