Giorgi: “Per l’Usl i locali erano idonei”. Procura: i sequestri evitano altri reati

Il provvedimento di sequestro preventivo del pm Francesco Pizzato originato da controlli susseguitisi dallo scorso febbraio, con l’individuazione di insetti, blatte e larve nei locali su cui il Nas dei Carabinieri ha posto i sigilli.
Il negozio Giorgi di via Sant'Anselmo nei giorni del sequestro.
Cronaca

Nella voce di Antonio Giorgi, raggiunto telefonicamente a seguito della notizia del sequestro del laboratorio di panificazione e di uno dei negozi della ditta di cui è titolare, per irregolarità di varia natura, prevale lo stupore: “Caschiamo dalle nuvole rispetto a questo provvedimento”.

Per l’imprenditore, “due giorni prima” dei sigilli apposti dai Nas dei Carabinieri nella giornata dell’altro ieri, mercoledì 19 settembre, “i punti vendita e il laboratorio erano stati visionati dall’Usl; ci era stato dato l’ok, ci avevano detto che i locali erano idonei e che si poteva iniziare a lavorare”.

La produzione, racconta ancora Giorgi, è ferma, ma “ci stiamo avvalendo dei colleghi locali, per farci fare dei prodotti per poter andare avanti negli esercizi aperti”. Sul piano giuridico, “un avvocato sta seguendo la nostra problematica”.

La Procura, per giungere al decreto di sequestro preventivo d’urgenza firmato dal pm Francesco Pizzato, ha valutato in particolare il susseguirsi, nel corso di quest’anno, di procedimenti che hanno interessato la ditta.

La vicenda culminata negli atti di questa settimana ha inizio nello scorso febbraio, quando durante un controllo autonomo il Nas sequestra, nei locali di Roisan, “350 kg di albume di uova congelato con attrezzatura non adatta allo scopo, invaso da insetti e riposto all’interno di bidoni di plastica”.

In quell’occasione, i militari trovano anche “200 kg di farina tipo ‘0’ e 5 kg di farina di malto invasi da tignole della farina (farfalline)”. Il titolare viene quindi denunciato per la violazione della disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande e sanzionato successivamente dal Gip con un decreto penale di condanna, per 6mila euro di ammenda.

Nel luglio 2018 arriva una nuova segnalazione di un cittadino: si presenta ai Carabinieri lamentando di aver comprato, nel negozio Giorgi di via Sant’Anselmo, della torta salata, trovandoci delle larve. Immediato il controllo: i militari rinvengono una teglia con lo stesso tipo di prodotto, invasa anch’essa da larve di color bianco. L’iter dell’ulteriore deferimento del titolare è ancora in corso, ma agli inquirenti basta per decidere di approfondire.

Il pm firma quindi un decreto di ispezione per tornare nel laboratorio e nei negozi. A Roisan finiscono così sotto sequestro altri “140 kg di albume di uova congelato con attrezzatura non adatta allo scopo, presentante cristallizzazione diffusa e contenente corpi estranei”. Inoltre, all’interno dei locali “sono stati rinvenuti numerosi prodotti scaduti o non conformi (90 kg circa) ed è stata accertata la presenza di animali infestanti, di una blatta e di due roditori, di cui uno in stato di decomposizione”.

Nel negozio non lontano dall’Arco d’Augusto, poi, i militari riscontrano “la presenza diffusa di blatte (oltre 25), di cui una viva dentro il bancone frigo ove erano esposti i prodotti dolciari in vendita, nonché numerose tracce fecali di roditori”.

Alla contestazione di non aver rispettato le norme su produzione e vendita degli alimenti si aggiunge in questo caso l’ipotesi di tentata frode in commercio. Per la Procura, infatti, nei negozi aostani “non era presente alcuna indicazione circa lo stato fisico di alcuni degli alimenti proposti in vendita e, in particolare, dei prodotti aventi quale ingrediente l’albume di uova”, massivamente sequestrato nei diversi controlli e ritenuto indicativo della volontà di frodare.

Guardando agli esiti dell’attività d’indagine, il pm valuta che la “libera disponibilità” del laboratorio di pasticceria di Roisan e dell’esercizio di via Sant’Anselmo, da parte del titolare, “possa aggravare o protrarre le conseguenze” dei reati contestati, “ovvero agevolare la commissione di altri reati”, giacché “egli potrebbe porre in essere condotte analoghe a quelle per cui” gli inquirenti già procedono.

Il Sostituto procuratore emette quindi il decreto di sequestro preventivo d’urgenza, eseguito l’altro ieri e che è stato contestualmente trasmesso al Gip del Tribunale, chiamato ad esprimersi sulla sua convalida entro un termine di dieci giorni.

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