Cronaca di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 6 Marzo 2013 0:00

“Il fatto non costituisce reato”, sentenza Corte di appello assolve ex guardia giurata

Aosta - Giampaolo Romano, 42 anni di Aosta, nel 2010 era stato arrestato con l'accusa di aver rapinato la commessa della tabaccheria di Pont Suaz. Nel 2011 era stato assolto dall'accusa di rapina ma condannato a 6 mesi per lesioni e minacce.

La Corte d’Appello di Torino, con sentenza del 4 dicembre scorso, ha assolto Giampaolo Romano, 42 anni di Aosta, dai reati di lesione e minacce perché il fatto non costituisce reato.
Romano, all’epoca dei fatti impiegato come guardia giurata, era stato arrestato il 29 gennaio 2010 perché sospettato di aver preso parte alla rapina ai danni di una commessa della tabaccheria di località Pont Suaz.
Secondo l’accusa il giorno prima Giampaolo Romano, coperto da un cappuccio, avrebbe sottratto la borsa della donna e dopo essersi dato alla fuga, rincorso e raggiunto da Dimitri Yuri, cittadino russo, avrebbe usato violenza e minaccia nei confronti dell’uomo.

Da subito Romano aveva negato le accuse sostenendo di avere sentito una donna urlare e di essere intervenuto per prestarle soccorso.  La guardia giurata aveva raccontato di aver notato una persona aggredire la commessa che però alla vista dell’uomo si era data alla fuga. Romano aveva iniziato quindi a inseguire il rapinatore ma era stato a sua volta aggredito da un uomo con accento straniero con cui era nata poi una colluttazione.
Dopo aver trascorso un giorno in carcere, il Gip non aveva convalidato il fermo. Nel frattempo Romano si era visto ritirare la licenza del porto d’armi ed era stato licenziato.

Nel giudizio di primo grado, con rito abbreviato, l’uomo è stato assolto dall’accusa di rapina dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Aosta che però lo aveva condannato a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, per i reati di lesione e minacce, oltre che al risarcimento del danno, nei confronti del cittadino russo, costituitosi parte civile. Romano, assistito dall’avvocato Gianfranco Sapia, ha presentato ricorso in appello dove è stato scagionato da tutte le accuse. Secondo i giudici di secondo grado, infatti, la guardia giurata che a sua volta stava inseguendo il vero rapinatore, rimasto poi ignoto, per errore aveva visto nel russo un complice del rapinatore e per questo la sua reazione può essere intesa come legittima difesa.

“E’ la sentenza che mi aspettavo e che ho accolto con grande soddisfazione – sottolineato l’avvocato Sapia – Dopo che si è diffusa la notizia dell’arresto del signor Romano nel 2010 molti suoi amici e conoscenti si sono allontanati da lui, ed è cominciato un periodo di gravi sofferenze psicologiche e difficoltà economiche. Spero che questa sentenza possa restituirgli serenità ed onore. “

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