Il Tar al Forte di Bard: “Mostrate quei verbali al consigliere Ferrero”

Discussi i ricorsi depositati dall'esponente grillino in Consiglio regionale contro i dinieghi di accesso agli atti da parte di "C.V.A.", "Casinò de la Vallée" e "Associazione Forte di Bard".
Stefano Ferrero
Cronaca

Il consigliere regionale Stefano Ferrero del gruppo "M5S", incassato il "no" di tre società valdostane ad altrettante richieste di accesso ad atti, aveva deciso di non lasciar cadere la questione, depositando ricorsi al Tar contro i dinieghi della "Cva", del  "Casinò de la Vallée" e dell’"Associazione Forte di Bard".

In ragione della partecipazione dell’amministrazione regionale alle società, Ferrero aveva chiesto nei primi due casi di ottenere copie di fatture (relative rispettivamente agli acquisti di turbine e di derrate alimentari), mentre nel terzo la domanda di accesso riguardava i verbali del Consiglio di Amministrazione dell’ultimo semestre 2014.

Con sentenze di ieri, il Tribunale Amministrativo ha respinto i ricorsi riguardanti "Cva" e "Casinò de la Vallée", perché trattandosi di soggetti che presentano "una dimensione operativa di mera natura imprenditoriale", "non viene in linea di conto alcun momento di erogazione di servizi di natura pubblicistica ovvero di rilevanza collettiva tale da rendere operativo il meccanismo ostensivo, sia pure nella più ampia latitudine assunta in relazione ai titolari di cariche politiche, atteso che non sussiste alcuna consistenza pubblicistica delle singole scelte imprenditoriali compiute".

Tale visione, per i magistrati amministrativi è corroborata anche dal "dato relativo al tipo di documentazione richiesta (fatture), peraltro irrilevante rispetto ad ogni finalità di verifica del rispetto delle procedure di aggiudicazione".

Accolto, invece, il ricorso contro la decisione dell’"Associazione Forte di Bard", giacché si tratta di "soggetto che "per un verso ed in relazione alle proprie finalità istituzionali (valorizzazione del turismo culturale), presenta una dimensione operativa non di mera natura imprenditoriale, ma di erogazione di servizi di natura pubblicistica". Dirimente è stata pure la tipologia della documentazione richiesta dal consigliere, "sufficientemente precisa e circoscritta".

Vista quindi la fondatezza del ricorso, il Tar ordina all’Associazione "Forte di Bard" di esibire la documentazione richiesta dal consigliere grillino con l’istanza dello scorso 23 febbraio, in particolare i "verbali del Consiglio di Amministrazione relativi all’ultimo semestre 2014".

Avuta soddisfazione in questo caso, il consigliere Ferrero pare determinato a rivolgersi al Consiglio di Stato relativamente a "Casinò" e "Cva".

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