Il vicino di casa di Tealdi davanti al Gip: respinta la richiesta di arresti domiciliari

Cristian Candelario Abreu, di 32 anni, ha ammesso di aver partecipato alla rapina, ma ha spiegato al magistrato di non essere stato lui a uccidere Tealdi, bensì Victor Manuel Seijas Cuevas.
Cristian Abreu Candelario
Cronaca

Per il pericolo di fuga, il gip di Aosta, Eugenio Gramola, ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal difensore di  Cristian Candelario Abreu, di 32 anni, accusato di concorso in omicidio di Armando Tealdi, il pizzaiolo quarantenne di Fénis, strangolato domenica scorsa nella sua abitazione.

 

Questa mattina, il domenicano, è stato sentito per circa un’ora dal gip, per la convalida del fermo.

‘’Il mio cliente – spiega l’avvocato Stefano Moniotto ha ammesso di aver partecipato alla rapina, ma ha spiegato al magistrato di non essere stato lui a uccidere Tealdi, bensì Victor Manuel Seijas Cuevas. Ha raccontato come si sono svolti i fatti’’.

 

Nei prossimi giorni, il suo avvocato lo incontrerà in carcere, poi chiederanno di essere interrogati dal pm. Intanto, nei prossimi giorni, si terrà a Milano l’udienza di convalida del fermo di Victor Manuel Seijas Cuevas, di 25 anni, arrestato alla stazione entrale di Milano mentre tentava di fuggire.

Da quanto potuto ricostruire dai carabinieri, Tealdi sarebbe stato ucciso a scopo di rapina. I due domenicani, verso le 4 del mattino di domenica scorsa, dopo aver trascorso la serata al pub Caribe a Saint-Christophe, hanno suonato alla porta della loro vittima, sono entrati, lo hanno minacciato, picchiato, e alla fine strangolato. Il tutto per 700 euro.

 

‘’Hanno trascorso la serata a bere birra – racconta il titolare del pub – poi, verso le 2,30 a chiusura del locale, la mia socia e il marito li hanno accompagnati a casa. Infatti, erano senza macchina. Li hanno lasciati lì davanti a casa, poi se ne sono andati’’.

 

Ancora molti i punti da chiarire in questa storia. Tra cui, la posizione di alcune persone, sentite dai carabinieri durante le indagini e che potrebbero aver omesso qualche elemento utile, da loro conosciuto, o aver parzialmente mentito. Nella ricostruzione di quanto avvenuto domenica scorsa, giorno dell'omicidio, e nei giorni mmediatamente successivi, stanno infatti emergendo alcune discrepanze tra le testimonianze rese da parte di alcune persone informate sui fatti.

 

 

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