Incendi a un’auto e a una falegnameria: nessun riscontro a natura estorsiva, Pm chiede di archiviare

Si tratta dei roghi che avevano distrutto un’autovettura parcheggiata a Pontey, nello scorso ottobre, e causato ingenti danni alla falegnameria di Diego Bollon, a Charvensod, il 15 settembre di quest’anno. Gli accertamenti condotti dai Carabinieri.
I danni dell'incendio alla falegnameria Bollon
Cronaca

Le attività d’indagine, sviluppate sia raccogliendo testimonianze, sia con accertamenti tradizionali, non hanno condotto a sbocchi tali da individuare responsabilità di terzi e il pubblico ministero Carlo Introvigne ha richiesto, negli scorsi giorni, l’archiviazione di due fascicoli di cui era titolare, sotto l’egida del procuratore capo Paolo Fortuna, entrambi aperti a seguito di incendi di cui gli inquirenti ravvisavano la natura dolosa.

Il primo era quello che, nella notte tra il 7 e l’8 ottobre scorsi, verso le 4 del mattino, aveva interessato un’autovettura parcheggiata nei pressi di un albergo, non distante dal centro di Pontey. Si trattava di un’Alfa Romeo di proprietà di un uomo residente in Svizzera, verosimilmente di passaggio in Valle. Le fiamme avevano bruciato completamente il mezzo, tanto che i Vigili del fuoco avevano giudicato “impossibile risalire alle cause”.

L’altro rogo era quello che, scoppiato attorno alla mezzanotte di venerdì 15 settembre scorso, aveva causato ingenti danni alla falegnameria di Diego Bollon, a Pont-Suaz di Charvensod. Tra spegnimento e bonifica, i Vigili del fuoco avevano lavorato fino alle 5 del mattino. In questo caso, l’ipotesi dolosa era legata all’origine delle fiamme, ricondotta al legname accumulato all’esterno dell’attività, che si affaccia direttamente sulla strada regionale.

In entrambi i casi, le indagini erano state affidate ai Carabinieri, che avevano lavorato anzitutto ad accertare possibili scenari estorsivi dietro ai due gesti, in particolare rispetto a quello sulla falegnameria. Sarà ora il Giudice per le indagini preliminari a doversi pronunciare sulle richieste del Pubblico ministero, accogliendo l’archiviazione, o disponendo un rinvio per ulteriori atti d’indagine.

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