L’azienda Usl della Valle d’Aosta “confida nell’operato della magistratura”, ma sottolinea che “solo a conclusione del procedimento potranno essere valutate le posizioni che determinano riflessi disciplinari”. E’ quanto si afferma in un comunicato stampa con cui l’azienda sanitaria valdostana intende chiarire la propria posizione sulla vicenda delle indagini che hanno coinvolto il Day Hospital di regione Borgnalle e alcuni medici dell’ospedale regionale.
“Il rapporto esistente tra Azienda USL e società DH srl – si legge nella nota – attivo dal 1999 al 2009, era regolato da apposita convenzione, né poteva essere altrimenti. La gara d’appalto presuppone una pluralità di soggetti, mentre la società DH è ed era l’unica struttura esistente sul territorio regionale dotata di sala operatoria per piccoli interventi”.
L’Usl, oggi, sottolinea che l’attività che veniva svolta dai chirurghi presso il DH srl era sia istituzionale, sia libero-professionale, come consentito dalla legge e che l’azienda USL, attraverso i propri uffici, “effettua regolari controlli incrociati tra ore rese, importi versati, interventi eseguiti, così come, a posteriori, effettua controlli tra materiale utilizzato e prestazioni eseguite”.