Indagine esposti anonimi contro Caveri: volevano chiedere un maxi risarcimento di un milione di euro

Il piano, secondo l'accusa era semplice. Gabetti si attribuiva la paternità degli esposti anonimi diffamatori, Fisanotti in secondo grado sarebbe stato assolto e da lì sarebbe partita la causa civile per chiedere il risarcimento.
Gianfranco Fisanotti
Cronaca

L’autoconfessione del giornalista Patrizio Gabetti, 44 anni di Aosta, doveva valere un risarcimento da un milione di euro. E’ questa secondo gli uomini della Digos la finalità del piano messo a punto da Gabetti e da Gianfranco Fisanotti, ex presidente dell’Aiat di Aosta, ora indagati dalla procura di Aosta per autocalunnia e diffamazione. Fisanotti è anche indagato per detenzione abusiva di una pistola.

Il maxi risarcimento, Fisanotti lo avrebbe chiesto al procuratore capo di Aosta Maria Del Savio Bonaudo e al presidente della regione Luciano Caveri, per il procedimento sugli esposti anonimi, per cui è stato condannato in primo grado a sei mesi di carcere per diffamazione, mentre è stato assolto dall'accusa di calunnia.

Il piano, secondo l’accusa era semplice. Gabetti si attribuiva la paternità degli esposti anonimi diffamatori, Fisanotti in secondo grado sarebbe stato assolto e da lì sarebbe partita la causa civile per chiedere il risarcimento. Secondo gli uomini della Digos, Fisanotti avrebbe pagato a Gabetti 5 mila euro per scrivere una lettera alla corte d’appello di Torino in cui si autoaccusava.

Le indagini, coordinate dal procuratore Luca Fadda, hanno portato alla luce un disegno criminoso indirizzato non solo, verosimilmente a influenzare un processo in corso, ma sono emerse prove di varie diffamazioni nei confronti del presidente Caveri e di sua moglie Nora Martinet, iniziate nel 2003.

Durante le indagini, gli agenti della Digos hanno sequestrato numeroso materiale, oltre a tre computer, e sentito numerosi testimoni. Dalle indagini è emerso che Fisanotti sarebbe l'autore anche di alcune lettere anonime, arrivate nei mesi scorsi a Luciano Caveri e a sua moglie, oltre che di alcuni commenti, diffamatori, apparsi sul blog il "Bolscevicostanco”. Per gli inquirenti non ci sono dubbi sulle responsabilità dei due, infatti, oltre a numerose testimonianze, a numeroso materiale raccolto vi sono anche registrazioni e intercettazioni.

L’ex presidente Aiat respinge tutte le accuse, mentre Gabetti dice di non aver mai preso un soldo e di essere stato minacciato da Fisanotti, ma di non aver mai mandato nessuna lettera alla corte d’appello. Intanto, l’ordine dei giornalisti ha aperto un procedimento su entrambi.

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