Per chi ha familiarità con la realtà degli enti pubblici, il rapporto sull’attività svolta nel 2016 in Valle d’Aosta dalla Guardia di finanza ricorda parecchio un bilancio sociale di mandato. Un fatto che non stupisce, giacché per la sua natura la “mission” di assicurare la tutela dell’economia legale e delle imprese rispettose delle regole propria delle “Fiamme gialle”, risponde sempre meno alle contingenze e in maniera crescente a programmi d’intervento, legati ad obiettivi, classificati come strategici e strutturali.
Parlando di questi ultimi, il comandante della Guardia di finanza nella regione, il generale Raffaele Ditroia, incontrando oggi pomeriggio i giornalisti assieme ai responsabili del Nucleo di Polizia Tributaria e del Gruppo della GdF, i tenenti colonnello Piergiuseppe Cananzi e Francesco Caracciolo, ha sottolineato come, per lo scorso anno, fossero sostanzialmente quattro, assegnati dai vertici del Corpo nell’ambito di una strategia complessiva. Un disegno che ha visto, tra l’altro, l’esecuzione di 28 piani operativi (con 3.479 interventi) e lo sviluppo di 123 deleghe d’indagine pervenute dalla magistratura ordinaria e della Corte dei conti (di cui 104 portate a conclusione).
Contrasto all’evasione e alle frodi fiscali
In quest’ambito, i finanzieri valdostani hanno effettuato 298 interventi, a tutela degli interessi erariali. Nello stesso settore rientrano anche 36 controlli per la ricostruzione della posizione reddituale e patrimoniale, a richiesta di altre autorità.
Sono stati scoperti 34 evasori totali, cioè persone che non avevano presentato alcuna dichiarazione dei redditi, ma esercitavano attività rilevanti ai fini fiscali. “Il settore maggiormente toccato – ha commentato al riguardo il tenente colonnello Caracciolo – è quello dell’edilizia, ma ci sono anche negozi e bar”.
L’attività della Guardia di finanza ha condotto a scoprire 41 milioni di Euro di redditi non dichiarati, a fronte di 6 milioni di Euro di imposte evase e 7,5 milioni di Euro di Iva non versata. Sempre nel campo dell’Imposta sul Valore Aggiunto, le “Fiamme gialle” sono intervenute in 34 casi, per frodi rispetto alle norme su questo regime tributario
Undici persone sono state denunciate perché ritenute responsabili di 18 reati fiscali, riguardanti l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’occultamento di documentazione contabile, o la dichiarazione fraudolenta, infedele, oppure totalmente omessa. Dieci, inoltre, i datori di lavoro che hanno impiegato 32 lavoratori “in nero” e 24 gli occupati irregolari.
Le violazioni sui prodotti energetici sono state dieci, culminate in due denunce. Relativamente agli illeciti doganali, sono state eseguite quattro verifiche, dalle quali sono emerse quattro infrazioni, con l’effettuazione di due sequestri e un’evasione di tributi contestata pari a 18.887 Euro.
Il controllo degli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento (le slot-machines presenti ormai in molti esercizi pubblici) è stato alla base di diciannove interventi delle “Fiamme gialle”. “In particolare – ha spiegato il tenente colonnello Caracciolo – l’azione era volta ad accertare eventuali casi di minori intenti a giocare, circostanza che non si è mai verificata”.
Lotta alle truffe sui fondi pubblici
Con l’obiettivo generale di combattere l’illegalità nella pubblica amministrazione, sono stati effettuati 46 accertamenti, per verificare la sussistenza dei requisiti di legge richiesti per l’erogazione di prestazione sociali agevolate, di cui 24 con esito positivo. Inoltre, nell’ambito di tre approfondimenti svolti su delega della Corte dei conti, sono stati segnalati sprechi o gestioni irregolari di fondi pubblici, con danni patrimoniali allo stato per 14.609,85 Euro e con la segnalazione di otto persone alla magistratura contabile per le relative ipotesi di responsabilità erariale. “Le società partecipate – hanno commentato al riguardo i vertici valdostani della GdF – sono un target d’interesse, nel momento in cui il controllo della spesa pubblica è uno dei nostri compiti”.
Prevenzione della criminalità organizzata ed economico-finanziaria
I finanzieri in servizio in Valle d’Aosta hanno constatato otto violazioni amministrative in fatto di trasferimenti di contanti, per importi superiori alla soglia di legge prevista, nonché spiccato dieci verbali di accertamento per infrazioni alle norme sul trasferimento di denaro all’estero.
Sono state approfondite 51 segnalazioni di operazioni sospette, da parte del Nucleo di Polizia Tributaria di Aosta, mentre nell’azione di contrasto all’usura, la Guardia di Finanza ha proceduto a denunciare 4 persone.
Durante i controlli svolti ai valichi di confine (in Valle, esiste una Brigata di finanzieri al Gran San Bernardo, in prossimità della frontiera non comunitaria con la Svizzera) sono stati verbalizzati trentaquattro individui, per aver trasportato valuta in eccedenza rispetto al limite consentito. Sono stati altresì intercettati valori al seguito per 136.680 Euro.
In questo campo rientrano anche i controlli, iniziati di recente, sui “Money Transfer”, i punti in cui può essere trasferito denaro telematicamente. “Diventa interessante andare ad individuare cittadini, in particolare extracomunitari – ha sottolineato il Comandante del Gruppo Aosta, Caracciolo – che spostano soldi all’estero, sia in funzione antiterrorismo, sia quale spunto per indagini tradizionali”.
Contrasto ai traffici illeciti
Le operazioni mirate a prevenire la circolazione e lo spaccio di stupefacenti hanno portato a sequestrare oltre 3 chilogrammi di droga, a carico di 17 persone, di cui 5 tratte in arresto. Secondo il generale Ditroia, “l’incremento del consumo riguarda soprattutto i più giovani. Abbiamo compiuto arresti di persone che avevano clientela composta prevalentemente da minorenni, identificati attraverso i cellulari. Il dato è preoccupante, in proporzione alla popolazione”.
Sono poi stati sequestrati 479 prodotti illegali, perché contraffatti, piratati, pericolosi, o recante falsa indicazione sull’origine e la provenienza, per un valore stimato di 18.243 Euro.
Il contrasto al falso monetario, nel 2016, si è tradotto nel rinvenimento di 396 banconote false (la maggior parte da 20 e da 50 Euro), con il sequestro di un controvalore complessivo di 20.655 Euro.
Infine, la violazione alle norme del testo unico sull’immigrazione, strumento legislativo primario di lotta all’immigrazione clandestina, ha visto la denuncia di due persone.
Operazioni di soccorso in montagna
Nella nostra regione se ne incaricano soprattutto le due stazioni del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Entrèves e Cervinia, ove è in servizio personale specializzato. Nel 2016, spesso in coordinamento con il Soccorso Alpino Valdostano, gli interventi sono stati 71, a favore di 274 persone, delle quali 215 illese, 34 ferite e 25, purtroppo che non ce l’hanno fatta.
In termini più generali, dal corposo dossier elaborato dalla GdF si rileva anche l’attività interforze con la Questura, il Gruppo Carabinieri di Aosta e il Corpo Forestale Valdostano per il concorso nel controllo del territorio ed il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, che ha visto le “Fiamme gialle” valdostane impiegare complessivamente 1965 giornate/uomo.
La Valle vista dall’osservatorio della GdF
Arrivato in Valle alla fine dello scorso settembre, il generale Ditroia si trova a vivere, da comandante dei finanzieri della Valle, un momento particolarmente delicato per la regione e le sue istituzioni: un ex procuratore capo è agli arresti domiciliari, con accuse legate allo svolgimento dei suoi compiti, e la crisi politica ha appena portato al cambio della Giunta che governa la regione. Al riguardo, sollecitato dai cronisti, ha espresso “un parere personale”, per cui “forse sul controllo della spesa pubblica c’è molto da fare. Probabilmente, in passato c’è stata una minor attenzione in questo ambito, magari si era concentrati più su altre cose”.
“Le abitudini acquisite negli anni passati si sono perpetuate e le abitudini, come tali, diventano ripetitive – ha aggiunto – e non vanno mai nella direzione giusta. E’ l’idea che mi sono fatto”. “In Valle d’Aosta – ha immediatamente aggiunto il tenente colonnello Cananzi, al comando del Nucleo di Polizia Tributaria – la spesa pubblica è un elemento sensibile, di stretta attualità”.
La riflessione si è quindi spostata sui tentativi di infiltrazione della Valle e della sua economia, da parte della criminalità organizzata. “Questo luogo – ha affermato il Generale – è da sempre considerato tranquillo, con un’elevata percezione della sicurezza del cittadino ed anche i dati statistici sui reati sono così bassi da far considerare la regione una sorta di Eden. Però, questo sta a significare che le organizzazioni criminali, dove investono, non vogliono destare allarme sociale: non deve accadere nulla che allarmi le forze di polizia”.
“Il crimine organizzato, specie quello calabrese, ha visto la Valle come territorio in cui reinvestire i suoi proventi.- ha aggiunto – Oggi esistono forme sempre più sofisticate, non si va più a riciclare denaro al Casinò. I canali sono l’edilizia, la ristorazione, il settore turistico-alberghiero e le cave, con l’estrazione di materiali. La nostra attenzione è massima e siamo impegnati nello sviluppo di attività informative. Si tratta di fenomeni che nascono 30-40 anni fa e ricostruire una filiera non è facile, ma ci stiamo lavorando, è un target di primo piano”.