Laboratorio e negozio della ditta Giorgi riaperti: tolti i sigilli

Il Gip Colazingari non ha accolto la richiesta di emettere un'ordinanza di sequestro preventivo. Le due attività erano ferme da mercoledì 19 settembre scorso, quando i Carabinieri del Nas le avevano fermate su istanza della Procura.
Il negozio Giorgi di via Sant'Anselmo nei giorni del sequestro.
Cronaca

E’ ripresa nella mattinata di oggi, sabato 29 settembre, l’attività del laboratorio di panificazione di Roisan e del negozio di via Sant’Anselmo ad Aosta della ditta Giorgi, impegnata nella realizzazione e commercializzazione di prodotti da forno. Su entrambi erano stati posti i sigilli mercoledì 19 settembre scorso, da parte dei Carabinieri del Nas, su istanza della Procura. Il Gip del Tribunale di Aosta, Giuseppe Colazingari, ha infatti respinto la richiesta di emettere un decreto di sequestro preventivo dei locali e ne ha disposto la restituzione alla società.

“Le produzioni documentali sono state vagliate in positivo dal Gip”, spiega, esprimendo soddisfazione, l’avvocato Sandro Sorbara che, per conto dell’azienda, aveva presentato una memoria difensiva di opposizione al sequestro. “Il giudice ha motivato che, sulla base anche delle ordinanze dell’Usl, non ci sono pericoli se” la ditta “svolge l’attività”, aggiunge il legale. All’indomani del provvedimento, il titolare della società, Antonio Giorgi, si era detto sbigottito, proprio perché, pochi giorni prima, “i punti vendita e il laboratorio erano stati visionati dall’Usl; ci era stato dato l’ok, ci avevano detto che i locali erano idonei e che si poteva iniziare a lavorare”.

L’istanza d’urgenza del pm Francesco Pizzato era scattata sulla base del susseguirsi di procedimenti che, nel corso di quest’anno, hanno interessato la ditta, con il presupposto di evitare “la commissione di altri reati”. In tre diverse occasioni, una legata ad un controllo autonomo del Nas, una conseguente alla segnalazione di un consumatore ed una successiva ad un decreto ispettivo del pubblico ministero, i militari avevano sequestrato oltre 900 kg di materie prime, riscontrando “svariate violazioni penali” legate ad “alimenti detenuti in cattivo stato di conservazione ed invasi da parassiti”, nonché “violazioni amministrative e gravi irregolarità strutturali e igienico sanitarie”.

Per il primo dei tre casi, il titolare era stato sanzionato con un decreto penale da 6mila euro. Per gli altri due, che lo hanno visto denunciato per violazione della disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande (cui, nell’episodio più recente, si aggiunge la tentata frode in commercio), l’iter è ancora pendente. “I procedimenti faranno il loro corso, – afferma al riguardo l’avvocato Sorbara – ma intanto l’importante è che la ditta possa lavorare”.

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