Maxi sequestro di khat: sessantuno chili di droga nel portabagagli

Durante un controllo della polizia di frontiera al Gran San Bernardo fermato un milanese. Aveva 61 chili di khat nell'auto, una droga vegetale usata in Africa, poco conosciuta in Italia. L'arrestato:" le piantine servono per preparare delle tisane".
Khat
Cronaca
Maxi sequestro di khat a Saint-Rhémy-en-Bosses. Gli agenti della polizia di frontiera del Gran San Bernardo hanno arrestato per traffico di sostanze stupefacenti Marco Menghetti, di 48 anni, di Milano. I poliziotti hanno sequestrato nel bagagliaio dell'auto che stava guidando, una Opel Omega con targa svizzera, oltre 61 chili di khat. Le piantine erano celate in cinque sacchi di juta.
Gli angenti, guidati dal commissario capo Alessandro Zanzi, hanno fermato il milanese durante un controllo di retrovalico. Gli hanno chiesto  i documenti, e insospettiti dall'eccessivo nervosismo hanno iniziato un controllo più minuzioso. Nel bagagliaio la scoperta. Gli oltre 61 chili di khat, una droga vegetale usata prevalentemente in Africa, sono stati sequestrati e portati a Torino per le analisi del principio attivo.
L'uomo non sapeva come giustificarsi, non ha saputo dare neppure una valida spiegazione su chi gli avesse dato l'auto, infatti, sono in corso accertamenti. Ha solo detto che le piantine servivano per preparare delle tisane. La droga, ancora poco conosciuta sul mercato italiano, costa circa 500 euro al chilo, quindi avrebbe fruttato oltre 30 mila euro. Le indagini sono in corso per capire dov'è stata comprata e soprattutto a chi era diretta.
Domani, con ogni probabilità Menghetti sarà sentito dal gip di Aosta per l'udienza di convalida del fermo. "Abbiamo iniziato controlli approfonditi su questi nuovi tipi di sostanze" ha commentato il dirigente della polizia di frontiera Alessandro Zanzi. "Queste nuove sostanze sono già state segnalate in Svizzera e oggi stiamo verificando come vengono immesse sul mercato italiano".

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