Morte di Federica Banfi, rito abbreviato per i due imputati

Nell’udienza preliminare di oggi, mercoledì 13 febbraio, il Gup Fadda ha ammesso i due manager Sav imputati, Fernando Fabrizio e Federico Caniggia, al rito alternativo. Depositate inoltre alcune perizie tecniche.
Il mini van distrutto nell'incidente di Capodanno
Cronaca

Hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, i due manager Sav imputati di omicidio colposo per la morte di Federica Banfi, la 19enne di Canegrate (Milano) che ha perso la vita nell’incidente verificatosi sull’A5 la notte del Capodanno 2018. Il Gup Luca Fadda, nell’udienza preliminare tenutasi oggi, mercoledì 13 febbraio, ha accolto l’istanza di Fernando Fabrizio e Federico Caniggia, rispettivamente Consigliere di amministrazione e responsabile dell’area esercizio della società, fissando per il 20 marzo la prosecuzione del processo.

Stamane, la difesa dei due imputati – l’avvocato Giovanni Lageard di Torino – hanno inoltre depositato alcune perizie di parte, relative a vari aspetti dell’incidente. Sull’accaduto esiste, inoltre, la consulenza disposta dalla Procura, affidata all’indomani del sinistro dal pm Carlo Introvigne – titolare delle indagini – al geometra Luigi Bracci. In ragione dell’esistenza di diverse produzioni di carattere tecnico, il giudice, nella prossima udienza, nominerà un consulente tecnico del Tribunale. All’udienza odierna, infine, l’avvocato Davide Sciulli, avendo ottenuto un risarcimento, ha revocato la costituzione nel procedimento per una parte civile.

Secondo l’accusa, alla base dell’incidente in cui è morta la giovane (ed altre otto persone avevano riportato lesioni) vi sarebbe il gelicidio che, quella notte, interessava l’autostrada. Il minivan su cui viaggiava Federica Banfi (assieme ad altri compagni di una vacanza in Valle di alcuni oratori del milanese, diretti verso i festeggiamenti in piazza ad Aosta) si era intraversato, per poi essere colpito su un fianco da un bus che sopraggiungeva, non lontano dalla galleria “Garin” (a Chatillon).

Per il pm i due manager non avrebbero organizzato un servizio di manutenzione e salatura della carreggiata efficace, non garantendo le condizioni di sicurezza tali da impedire l’incidente. La Procura contesta che non solo l’autostrada non fosse stata chiusa al traffico, ma che – a causa della “Procedura operativa per la gestione della viabilità invernale” adottata dai due dirigenti per la stagione 2017/8, giudicata sostanzialmente inefficace – il mezzo spargisale che avrebbe potuto evitare il formarsi della coltre di ghiaccio era giunto sul luogo dieci minuti dopo l’incidente.

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