Cronaca

Ultima modifica: 21 Novembre 2018 10:26

Nemmeno le scuole risparmiate dalla corruzione sotto il Cervino

Aosta - Tra le gare ritenute “addomesticate” da Procura e Carabinieri, anche quelle per la progettazione e i lavori di adeguamento antisismico e messa a norma antincendio delle scuole medie di Valtournenche. Cinque gli indagati.

Fabio Chiavazza - Foto da FacebookFabio Chiavazza - Foto da Facebook

Tra le gare ritenute “addomesticate” che compaiono nelle centotrentacinque pagine dell’ordinanza con cui il Gip Giuseppe Colazingari, a seguito della richiesta del pm Luca Ceccanti, ha disposto quattro arresti e altrettante misure cautelari, vi sono anche quelle per aggiudicare la progettazione e i lavori di “adeguamento strutturale antisismico e messa a norma antincendio” della scuola media di frazione Crétaz di Valtournenche.

L’edificio sotto sequestro

Un episodio che, per gli inquirenti, dimostra più di altri la spregiudicatezza degli indagati, che non si sarebbero risparmiati dal turbare l’affidamento di incarichi pubblichi nemmeno nel caso di opere destinate ad aumentare la sicurezza di un edificio rivolto a ragazze e ragazzi del paese ai piedi della “Gran Becca”. Tanto che la necessità di valutare la pubblica incolumità ha spinto il Pubblico ministero a chiedere al Gip, ottenendolo, il sequestro dello stabile.

Il “gruppo di lavoro” entrato in azione in questo caso sarebbe rappresentato dall’ex capo ufficio tecnico comunale Fabio Chiavazza (responsabile della procedura di gara), dall’ingegnere Corrado Trasino (direttore dei lavori), dal professionista Giuseppe Zinghinì (partecipante alla gara per la progettazione), dall’addetta all’ufficio lavori pubblici del comune Cristina Camaschella e dall’imprenditore Nicolò Bertini (legale rappresentante della “Bertini Aosta Srl”, risultata aggiudicataria dell’intervento). Ai cinque, in concorso tra loro, è contestata la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Una vicenda annosa

Occorre, però, fare un passo indietro nel tempo. La vicenda è annosa, proprio perché – secondo le indagini – viziata nel suo dna amministrativo. Il progetto di messa in sicurezza delle scuole media di Crétaz risale al 2008, quando l’ingegner Antonio Raso, incaricato dal Comune, rileva una situazione di pericolo, derivante dagli interventi strutturali sino a quel momento eseguiti, “tutti gravemente carenti”. Il riferimento è, in particolare, ai lavori eseguiti tra il 1999 e il 2000 per la trasformazione del locale di sgombero in biblioteca.

Il Comune programma la realizzazione di interventi volti esclusivamente a consentire temporaneamente l’utilizzazione della scuola e, nel 2014, affida a Raso la progettazione di lavori di miglioramento strutturale, per un importo di 1,5 milioni di euro. Tuttavia, poco dopo, l’ufficio tecnico passa di mano: Chiavazza, già al comune di Saint-Pierre, subentra a Cristina Benso, precedente responsabile della struttura. È il momento in cui “la situazione cambia” e l’“addomesticamento” delle gare scatterebbe.

“Appaltolandia” apre i battenti

Una determina del nuovo capo ufficio specifica infatti che “l’incarico di progettazione deve intendersi limitato alla progettazione definitiva e non quindi esteso a quella esecutiva”. Per gli inquirenti, il disegno è chiaro. L’ingegner Raso riformula la parcella professionale e Chiavazza, il giorno successivo, bandisce una nuova procedura per “l’affidamento dei servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria concernenti la progettazione definitiva/esecutiva in un’unica fase, coordinamento della sicurezza, progettazione/esecuzione dei lavori”.

È il 2016 e l’importo a disposizione del Comune è di 222.000 euro, di cui 40.000 per spese tecniche. A chi indaga appare “evidente ed anomala la differenza tra la cifra stanziata nel 2014” e quella messa in campo successivamente. In una riunione, Chiavazza e Cristina Camaschella, spiegano a Raso che i fondi a disposizione ammontano tra i 300mila e i 500mila euro. Il professionista, però, insiste: i soldi sono troppo pochi e, in più, i tempi fissati per la consegna della progettazione sono strettissimi.

Tuttavia, la linea Raso non “passa” e va avanti una gara d’appalto alla quale, malgrado l’invito, l’ingegnere non parteciperà. Lo faranno però Giuseppe Zinghinì (che vincerà) e Corrado Trasino. “Vi sono elementi che inducono seriamente a ritenere – si legge nell’ordinanza – che vi fosse un accordo che già prevedeva la percezione, da parte di Zinghinì, di una somma maggiore rispetto a quella offerta”. Poco dopo, in effetti, una successiva determina, firmata da Cristina Camaschella, attribuisce anche l’incarico di “progettazione definitiva esecutiva per l’adeguamento strutturale antisismico e la messa a norma antincendio”, finendo effettivamente per aumentare la somma prevista per il professionista aggiudicatario.

L’aggiudicazione dei lavori

Si arriva, così, a marzo 2017, quando viene finalmente indetta la procedura per affidare i lavori sulla scuola. Il criterio è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la base d’asta ammonta a 599mila euro. Le opere vengono aggiudicate alla ditta “Bertini Aosta srl”, di Nicolò Bertini, mentre la direzione dei lavori va alla “Sitec srl”, di cui Corrado Trasino è il legale rappresentante.

I due professionisti, assieme a Chiavazza e Camaschella, nella ricostruzione degli inquirenti, si sarebbero quindi accordati per “fissare una base d’asta bassissima, in relazione alla complessità dei lavori e alla natura dell’opera, con la precisa e vincolante intesa che l’importo dei lavori sarebbe stato aumentato attraverso il ricorso, previamente concordato, all’escamotage di lavori in variante”. Proprio questo provvedimento è oggetto di lunghe discussioni tra i protagonisti della vicenda, buona parte delle quali intercettate dai Carabinieri, e passa da un’ipotesi iniziale di 260mila a 217mila euro, ai quali vanno aggiunti 28mila euro di migliorie già in fase di aggiudicazione dell’appalto.

La variante nell’occhio del ciclone

È però la sua natura a destare l’attenzione di chi indaga. In una conversazione, l’allora segretario comunale Cristina Machet (che, secondo l’inchiesta, “più volte, rimanendo sostanzialmente inascoltata, ha manifestato perplessità circa le scelte operate da Fabio Chiavazza”), esclama perplessa: “mi spiegate il perché bisogna fare un cappotto su una scuola che abbiamo fatto un progetto antisismico… spiegatemelo ma io non è che lo capisco più di tanto non è il mio mestiere”.

Proprio così, la variante – che non va in porto, anche per l’opposizione del Commissario nominato a Valtournenche (dopo le dimissioni del sindaco Deborah Camaschella, oggetto di perquisizione oggi, ma al momento non indagata) – viene motivata per il cappotto termico e l’impianto elettrico dell’edificio scolastico. Voci con scarsa attinenza all’oggetto della gara iniziale. Un tema che rinforza le perplessità di Carabinieri e Procura sulla regolarità delle procedure e che ha condotto, in vista della valutazione tecnica di come siano stati svolti i lavori, alla domanda di sequestro del pm.

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