Dopo l’esito negativo dei sorvoli con elicottero e droni, nonché delle ricerche dei soccorritori che hanno “battuto” la zona via terra, sono state sospese per mancanza di riscontri oggettivi le ricerche di Daniele Caneparo, lo scialpinista 55enne di Torino che risulta disperso da sabato scorso, 23 novembre, nella Valle di Champorcher.
A dare l’allarme erano stati i colleghi dell’uomo, neurologo alla Struttura operativa semplice integrazione socio-sanitaria e Tutela fragilità dell’Asl di Asti, non vedendolo presentarsi ieri mattina al lavoro. A quel punto, i familiari, controllando il suo computer (l’uomo viveva da solo), hanno trovato tracce di ricerche dell’itinerario per la Cimetta Rossa. In effetti, l’auto di Caneparo è risultata parcheggiata a Champorcher.
È quindi scattato il piano regionale di ricerca persona scomparsa per quella zona. Le operazioni sono apparse tuttavia complesse da subito. A bordo della vettura c’era il dispositivo Artva dello scialpinista e, sull’itinerario da lui scelto, che per un tratto corrisponde alle piste da sci (non ancora battute né segnalate, perché gli impianti sono ancora chiusi), è caduta negli scorsi giorni neve fino a due metri (con un rischio di valanga classificato 4-Forte, in aumento per sabato).
Un primo sopralluogo dell’area, fino a 2.200 metri di quota, è stato compiuto ieri con i gatti delle nevi della “Monterosa Ski”. Stamane, il Comitato di ricerca (presieduto dal Soccorso Alpino Valdostano e con la partecipazione del Soccorso alpino della Guardia di finanza, del Corpo Forestale della Valle d’Aosta, dei Vigili del fuoco e del 118) ha deciso, anzitutto, l’effettuazione di un sorvolo in elicottero.
Vista l’assenza di risultati, si è deciso di procedere via terra, con due squadre composte da pochi uomini (considerato il rischio di valanghe ancora elevato): una è andata dalla località Laris a Chardonney e l’altra si è mossa in senso opposto. Parallelamente, sono stati usati droni del Sav e dei pompieri, riprendendo in particolare il torrente adiacente alla via che lo scialpinista potrebbe aver seguito, nel tentativo di raggiungere i 2.500 metri della Cimetta Rossa (o scendendo).
Con l’elicottero è stato poi usato anche il sistema Recco, che permette di captare eventuali segnali radio (come quelli di un telefono cellulare): un tentativo in extremis, vista l’assenza dell’Artva. Anche in questo caso, purtroppo, l’esito è stato negativo. Valutato l’insieme di quanto emerso dalle operazioni, il Comitato – nel briefing pomeridiano, alla presenza del direttore del Sav, Paolo Comune – ha optato per la sospensione delle ricerche.