Nuova ondata di furti sulla collina di Aosta: venti colpi messi a segno in dieci giorni

I topi d’appartamento sono entrati in azione in regione Saraillon e nelle frazioni di Arpuilles, Signayes e Entrebin. E nelle settimane precedenti erano state ‘visitate’ alcune case di Gignod e Allein.
Cronaca

Una nuova ondata di furti colpisce la Valle. E questa volta tocca alle frazioni collinari di Aosta: i topi d’appartamento sono entrati in azione nell’arco di circa dieci giorni in più di venti occasioni in regione Saraillon e nelle frazioni di Arpuilles, Signayes e Entrebin. E nelle settimane precedenti erano state ‘visitate’ alcune case di Gignod e Allein.

I precedenti

Ad ottobre 2009 era toccato a Sarre, Aymavilles e Saint-Pierre: in una notte due ladri erano riusciti a mettere a segno dieci furti in altrettanti appartamenti. Un mese dopo è stata la volta di Fénis, Nus e Quart. Anche qui per alcune settimane i ladri sono riusciti a svaligiare quattro o cinque case per notte, arrivando anche a punte di sette. Nel caso di Fénis, i cittadini esasperati sono arrivati anche a raccogliere le firme per una petizione con lo scopo di chiedere più protezione e sicurezza.

I sindaci si mobilitano e le forze dell’ordine iniziano una serie di incontri sul territorio per spiegare agli abitanti dei paesi come difendersi e come prevenire i furti. Ma il più delle volte è difficile catturare questi topi d’appartamento che studiano attentamente ogni zona e agiscono con una rapidità incredibile. Di solito il bottino consiste di orologi, oggetti preziosi, denaro contante. Si è parlato, in quel periodo, di “pendolari del crimine”, ladri che arrivano dal vicino Piemonte, soprattutto dalle province di Torino e Cuneo. Quest’anno sono finiti nel mirino Cogne, dove sono stati svaligiati alcuni negozi e un albergo, e Cervinia dove i ladri sono entrati al Club Med rubando gli oggetti di valore custoditi nelle cassette di sicurezza.

Le azioni di prevenzione

Le forze dell’ordine mettono in piedi azioni di prevenzione e dissuasione. L’esempio è quello del “Progetto quattro cime”, dell’inverno 2009, e del “Progetto Gargantua”, dell’estate 2010, per intensificare i controlli sul territorio. I colpi diminuiscono, ma, tempo qualche mese, i ladri tornano alla carica. Così i comuni puntano sulla videosorveglianza, sistemi di occhi elettronici destinati a tenere sotto controllo il territorio.

La corsa agli impianti di videosorveglianza

Dopo aver già erogato 1 milione e 400 mila euro l’Assemblea permanente degli enti locali ha stanziato, a metà del mese di marzo scorso, altri 800 mila euro (400 mila euro per il 2011 e altrettanti per il 2012) per l’installazione di nuovi impianti di videosorveglianza. Ad oggi sono 35 i comuni che hanno ottenuto un cofinanziamento per 34 progetti di videosorveglianza. In tre comuni – La Salle, Issogne e Saint-Pierre –  i servizi sono in funzione grazie ai finanziamenti del Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico promosso dal Ministero dell’Interno erogati nel 2010.

 

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