Cronaca

Ultima modifica: 12 Luglio 2019 15:53

Nuovi distintivi di qualifica per la Polizia di Stato

Aosta - La rinnovata identità visuale dei vari ruoli nella forza dell’ordine suggella il percorso intrapreso con la legge che, nel 1981, riformò la Polizia. L’aquila, emblema dell’istituzione, accomuna passato e presente.

Distintivi PoliziaI nuovi distintivi della Polizia di Stato.

Anniversario d’istituzione della Polizia denso in significati, quello celebrato ieri, giovedì 11 luglio, a Roma. A trentotto anni dalla riforma che ne segnò il distacco dal mondo militare, facendone un’amministrazione civile ad ordinamento speciale, sono entrati in scena i nuovi distintivi di qualifica, segno visibile di “una trasformazione lunga, laboriosa e fortemente voluta”.

La legge 121 del 1981 aprì alle donne in Polizia, introdusse una maggior specializzazione attraverso selezioni sempre più rigorose e corsi di formazione prodromici a professionalità differenziate, cambiò i nomi dei gradi che vennero ristrutturati e arricchiti dal ruolo degli ispettori, anello di congiunzione tra dirigenti e collaboratori.

Un’“epocale conquista”, suggellata ora anche visualmente sull’uniforme di oltre 98mila poliziotti, con i nuovi distintivi disegnati dall’esperto di araldica Michele D’Andrea. Ad accomunare passato e presente l’immagine dell’aquila, emblema dell’istituzione identificata dal motto “Sub lege libertas”.

Il rapace, rivisitato stilisticamente rispetto alla sua prima apparizione sulle divise del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurezza nel 1919, esattamente cento anni fa, continua ad esprimere il legame identitario, nonché i valori di coraggio e dedizione con cui, quotidianamente, ogni poliziotto s’impegna a difendere diritti e libertà.

Compaiono invece per la prima volta, a caratterizzare le diverse qualifiche: il plinto araldico (a rappresentare la struttura portante di un edificio, per agenti ed assistenti), il rombo dorato (ideale punta di una lancia, per i sovrintendenti) e la formella (richiamo all’eleganza del patrimonio di civiltà e cultura del Paese, per i funzionari). Resta legata al pentagono d’oro l’identificazione degli ispettori.

I distintivi sono uguali per tutti, ma cambia il colore delle mostreggiature a differenziare le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali. La cerimonia ufficiale delle nuove effigi, tenutasi al Palazzo della Consulta, è stata trasmessa in diretta televisiva.

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