Nuovo processo per la coppia accusata di aver ceduto l’eroina a un 38enne morto per overdose

Andrea Ottonelli (37 anni) ed Elisa Musu (29), di un paese del veronese, compariranno in udienza nel gennaio 2017, accusati di "morte quale conseguenza di altro delitto". Il nuovo procedimento è conseguente ad una decisione della Corte di Cassazione.
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Rinvio a giudizio, disposto dal giudice per le indagini preliminari di Aosta Anna Bonfilio, per Andrea Ottonelli (37 anni) ed Elisa Musu (29). I due, residenti in provincia di Verona, dovranno comparire in udienza, programmata per gennaio 2017, con l’accusa di aver ceduto la dose di eroina, tagliata con un farmaco anti-tosse, che nel marzo 2014 uccise un 38enne di Saint-Pierre. Per questo, l’ipotesi di reato a loro carico è “morte quale conseguenza di altro delitto”.

Il nuovo processo – perché di questo si tratta – arriva dopo che la Corte di Cassazione ha sentenziato per l’annullamento del “non luogo a procedere” stabilito per i due dal Giudice per l’Udienza Preliminare di Aosta, nel gennaio 2015. In quel caso, il magistrato valutò che “gli imputati avevano assunto la medesima sostanza che aveva determinato la morte del 38enne, dovendo pertanto escludersi che a livello processuale sia ravvisabile quella colpa in concreto la cui sussistenza è elemento imprescindibile al fine di un’affermazione di penale responsabilità”.

Tale giudizio non convinse però il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, che impugnò la sentenza in Cassazione. Per la Suprema Corte, che si è espressa in merito nello scorso maggio, il Gup aostano era incorso “in palesi omissioni valutative, conducenti alla insufficiente motivazione adottata, che, invece, erano ineludibili” e, soprattutto, non aveva tenuto conto che “a differenza degli imputati, il 38enne non era assuntore abituale di sostanza stupefacente e che pertanto diversi potevano essere gli effetti sul suo organismo della sostanza cedutagli”. Infine, secondo i giudici di Cassazione, non erano “stati chiariti i rapporti tra le parti”.

Ad assistere i familiari della vittima è l’avvocato Federico Fornoni, del foro di Aosta. Musu ed Ottonelli, a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Aosta dopo due overdosi dovute al consumo di eroina tagliata con il destrometorfano (un farmaco in grado di quintuplicare l’effetto dello stupefacente), erano stati arrestati ed avevano trascorso un periodo ai “domiciliari”. Poi, l’uscita di scena, grazie alla sentenza aostana, fino alla decisione della Suprema corte, con il rinvio dei loro fascicoli al Tribunale di Aosta per il nuovo rito.

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