Omicidio Milliery: la Cassazione conferma la condanna di Lugo Perez a 13 anni

I giudici della Prima sezione della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal 36enne cubano, ritenuto per due gradi colpevole dell’omicidio del 78enne Elio Milliery, avvenuto l’8 marzo 2015 a La Salle.
Osmany Lugo Perez
Cronaca

A poco più di tre anni dal delitto, diventa definitiva la sentenza inflitta a Osmany Lugo Perez, il 36enne cubano condannato in secondo grado a tredici anni di reclusione per l’omicidio del 78enne Elio Milliery, la sera dell’8 marzo 2015 a La Salle. Nell’udienza tenutasi ieri, lunedì 17 luglio, i giudici della Prima sezione della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputato.

In primo grado, al Tribunale di Aosta, all’uomo erano stati inflitti quattordici anni di reclusione. In Corte d’Appello, a Torino, la riduzione di dodici mesi, riconoscendo parzialmente all’imputato le attenuanti generiche (non applicate in primo grado, perché il giudice Eugenio Gramola aveva ritenuto “efferato” il delitto). Proprio la loro concessione avvenuta non in misura totale era tra gli argomenti del ricorso alla Suprema Corte.

Il cubano è in carcere, a Brissogne, dalla sera dei fatti, quando lo avevano arrestato i Carabinieri. Elio Milliery era stato trovato cadavere vicino alla sua baita, non distante dal luogo ove i militari hanno fermato, poco dopo, Perez. La vittima aveva addosso i segni di 49 coltellate, ma l’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Al termine del processo aostano, una perizia richiesta dalla difesa (l’avvocato Davide Meloni, mentre la famiglia dell’anziano era parte civile con l’avvocato Genny Bouc), aveva escluso la compatibilità delle ferite sulla salma con un coltello Opinel rinvenuto non distante dal corpo dell’anziano. La necessità di rivedere quest’analisi era un altro aspetto del ricorso in Cassazione.

Dalle indagini dei Carabinieri era emerso che Perez e la vittima avevano trascorso, in presenza anche di altre persone, la serata insieme. Una “festa”, in cui alcuni dei presenti avrebbero assunto alcool e stupefacenti. Ad un certo punto, tra i due era scoppiata una lite per motivi di gelosia e di loro si erano perse le tracce. A chiamare i Carabinieri era stata la donna che aveva accompagnato il cubano a La Salle.

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