Operazione Passeur, 10 arresti per il traffico di immigrati dalla Valle

Tra i fermati vi è anche il 43enne egiziano Yasser El Sharkawi, arrestato diverse volte proprio al Tunnel del Monte Bianco. Si sarebbe occupato di organizzare materialmente i viaggi verso la Francia.
Operazione Passeur.
Cronaca

Passava per la Valle d’Aosta, tramite il traforo del Monte Bianco, l’espatrio di immigrati irregolari gestito da un’organizzazione su cui gli uomini della Guardia di Finanza di Lodi hanno indagato per mesi, fino al “blitz” scattato all’alba di ieri, mercoledì 28 novembre, in cui sono state arrestate – tra Lombardia ed Emilia Romagna – dieci persone, ora accusate (a vario titolo) di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di riciclaggio dei proventi di tale attività.

Tra i fermati nell'”Operazione Passeur” vi sono il 43enne egiziano Yasser El Sharkawi, che si sarebbe occupato di organizzare materialmente i trasporti verso la Francia (già arrestato diverse volte, nel tempo, proprio al tunnel, venendo anche processato al Tribunale di Aosta), e il 60enne pakistano Manzoor Hussain, considerato dagli inquirenti il promotore e l’organizzatore del sodalizio. Le Fiamme Gialle hanno ricostruito complessivamente quarantanove viaggi, attraverso i quali sarebbero transitati sul suolo nazionale centinaia di immigrati, provenienti in particolare da Nord Africa ed Asia Centrale.

“La strutturata e capillare organizzazione – si legge in una nota della Guardia di finanza – era capace sia di entrare in contatto, tramite i propri canali, con gli immigrati che intendevano attraversare l’Europa, sia di pianificare e curare i” i trasporti, che passavano in genere per la nostra regione. Secondo i finanzieri, “le specifiche modalità e le peculiari circostanze con cui venivano consumati i reati appaiono sintomatiche di personalità particolarmente avvezze a compiere traffici illeciti ed allo sfruttamento della disperazione degli immigrati”.

Ognuno di essi, dopo aver pagato in genere 4-5mila euro per giungere in Italia attraverso la Turchia e la Grecia, “solo dopo aver pagato ulteriori 500 euro”, veniva portato altrove “mediante grosse autovetture, del tipo van, in genere a sette o più posti”, grazie ai cosiddetti “passeur” (e dell’organizzazione avrebbero fatto parte anche “autisti” e “staffette”, per avvisare della presenza di controlli). L’inchiesta era stata innescata dal fermo, nell’agosto 2017 a Lodi, di un egiziano trovato in possesso di carte d’identità, passaporti, buste paga e titoli di viaggio.

Da quel ritrovamento, apparentemente banale, si sono sviluppate le attività investigative (anche a base di intercettazioni telefoniche) che hanno portato alla luce l’organizzazione e la sua struttura. L’indagine, coordinata inizialmente dalla Procura di Lodi, è stata trasferita in seguito, per competenza, alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ed affidata ai pm Alessandra Dolci e Adriano Scudieri. Per gli arresti è stato utilizzato anche personale specializzato anti-terrorismo e pronto impiego di Milano, bergamo, Varese e Piacenza della Gdf.

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