Paolo Morandini è stato ucciso in casa. Tra gli oggetti raccolti si cerca l’arma del delitto

Le tracce di sangue rilevate nei giorni scorsi sono tutte localizzate all’interno del monolocale. Anche per l’individuazione dello strumento utilizzato dall’assassino, saranno probabilmente decisive le analisi ematologiche.
Tribunale di Aosta
Cronaca

L’incendio divampato nell’abitazione di Paolo Morandini e l’acqua utilizzata dai vigili dal fuoco per sedarlo hanno in parte inquinato la scena del crimine, senza però comprometterla del tutto. Si sono infatti salvate diverse tracce di sangue, rilevate dai Carabinieri, che rappresentano indizi preziosi sui quali gli inquirenti stanno lavorando e dai quali arrivano le prime certezze.

“Queste tracce sono tutte localizzate all’interno del monolocale – ha spiegato nel pomeriggio il colonnello Guido Di Vita, comandante del gruppo carabinieri Aosta – quindi riteniamo che il violento pestaggio che ha provocato la morte dello scultore sia avvenuto proprio in quel luogo”.

Anche per l’individuazione dell’arma del delitto, le analisi ematologiche saranno probabilmente decisive. ‘Per il momento – ha dichiarato il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia – non siamo ancora in grado di dire con certezza quale sia, perché stiamo esaminando più oggetti presenti sulla scena del crimine’.

In ogni caso, sulla base degli accertamenti sin qui condotti, il procuratore esclude ‘qualunque movente di natura sessuale’. Rimangono invece in piedi le ipotesi della rapina e della lite degenerata in tragedia: all’interno dell’appartamento dell’uomo non sono comunque state trovate somme di denaro. “E’ presto per dire se ci sia stato, o meno, anche un furto – ha precisato Di Vita – perché l’inventario del materiale trovato nel grande disordine dell’appartamento non è ancora concluso e andrà avanti ancora per alcuni giorni”.

A una settimana ormai dall’omicidio dello scultore, le indagini continuano quindi senza sosta.
“La Procura e il comando gruppo dei carabinieri di Aosta – ha assicurato Mineccia – sono impegnati con il massimo sforzo per scoprire l’autore, o gli autori, di questo efferato delitto. Al momento, stiamo seguendo più piste e siamo ancora in attesa degli esiti dettagliati della consulenza medico legale e degli accertamenti del RIS dei Carabinieri”.

Nel frattempo, il magistrato ha chiesto agli organi d’informazione “una limitazione nella diffusione delle notizie per evitare che i responsabili possano allarmarsi e sottrarsi alla giustizia”. Per la sepoltura del corpo, invece, si attende ancora il nulla osta della Procura di Aosta.
 

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