Parco archeologico di Saint Martin, la Regione chiede i danni al progettista

Oggi la Giunta regionale ha deciso di chiedere il risarcimento a Vittorio Francesco Valletti, l’architetto a capo del pool di professionisti incaricati della progettazione dell’area megalitica di Saint-Martin de Corléans. Si parla di quasi 900mila euro.
Il futuro Parco Archeologico
Cronaca

L’iniziativa era stata annunciata dall’assessore alla Cultura Laurent Viérin durante il Consiglio regionale del 17 novembre scorso. E oggi la Giunta regionale ha deciso di chiedere il risarcimento danni a Vittorio Francesco Valletti, l’architetto a capo del pool di professionisti incaricati della progettazione del parco archeologico dell’area megalitica di Saint-Martin de Corléans. Si stanno moltiplicando, dunque, le iniziative legali attorno a una delle grandi opere che stanno trasformando il volto della città.

 

La decisione della Giunta

Sarà l’avvocato Gianni Maria Saracco, del foro di Torino, a rappresentare la Regione nell’azione legale per l’accertamento delle responsabilità sugli errori commessi. Nella delibera che gli conferisce l’incarico si legge anche che la Regione, con una delibera dell’8 agosto 2008, ha dovuto riconoscere al “Consorzio cooperative costruzioni di Bologna”, soggetto affidatario dei lavori di realizzazione del parco, una somma di 880mila euro e una proroga di quasi otto mesi per l’ultimazione dei lavori. Costi che lievitano e tempi che si allungano, insomma, per fare fronte agli “errori riscontrati nel progetto esecutivo”.

L’interesse della Procura

E’ del 27 novembre scorso la notizia che la Procura di Aosta ha aperto un fascicolo, “modello 45”, dove si allegano informative non costituenti notizia di reato. Secondo quanto è emerso, l’inchiesta riguarda possibili violazioni urbanistiche ma potrebbe anche avere  un risvolto legato a eventuali sprechi di denaro pubblico. Per il momento ovviamente, non ci sono né ipotesi di reato né tantomeno indagati.

Il dossier dell’Associazione libero pensiero

Già nel novembre del 2009 l’associazione vicina al movimento di Beppe Grillo ha presentato un dossier su quello che hanno definito “un parco sepolto da cemento e acciaio”. Un dossier che nel dicembre dello stesso anno è stato trasmesso alla Corte dei Conti e alla Procura di Aosta.

Nel documento vengono avanzati dubbi sulle modalità di affidamento dell’incarico all’architetto Valletti e, allo stesso tempo, vengono messi in luce una serie di errori nella progettazione: “pilastri e altre strutture in fase di esecuzione – si legge nel dossier – finiscono se realizzati direttamente sui reperti o sulle aree di rispetto senza tener conto delle distanze, le rilevazioni delle quote stesse sono errate e potremmo continuare. Così l’impresa lo fa presente e blocca in quei punti i lavori fino a quando non si provvede ad effettuare nuovi rilievi”.

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