Parla la mamma della ragazza aostana scomparsa: “Si era già allontanata da casa, ma mi chiamava”

Jessica Lesto, 27 anni, è uscita di casa giovedì scorso e non ha più fatto ritorno. Il suo telefono ha agganciato una cella nel torinese e un testimone, dopo la scheda sul sito di “Chi l’ha visto?”, sostiene di averle parlato nel capoluogo piemontese.
Jessica Lesto
Cronaca

“Si era già allontanata da casa altre volte, ma sempre facendosi sentire. Stavolta non è successo e, dopo aver aspettato tre giorni, sono andata alla Polizia a denunciare la scomparsa”. E’ preoccupata Luigina, la madre di Jessica Lesto, la 27enne aostana di cui mancano notizie dal pomeriggio di giovedì scorso, 12 ottobre.

“Mi aveva detto che sarebbe andata da un’amica a Courmayeur, per preparare un lavoro, in vista della stagione invernale. – prosegue il racconto della donna – Ho accondisceso, a condizione che facesse ritorno il giorno seguente”. Non solo non è accaduto, ma la ragazza non ha nemmeno chiamato. Lì per lì, la madre si è armata di pazienza, come già fatto in passato con la figlia, poi la preoccupazione ha prevalso e, all’inizio di questa settimana, si è rivolta alle forze dell’ordine.

Da quel momento, le prime ricerche, che hanno dato un doppio esito. “A me – spiega la madre – aveva detto che sarebbe andata da una certa Benedetta. A Courmayeur, questa persona non è stata trovata. Penso quindi possa aver mentito”. Inoltre, il cellulare della giovane ha agganciato, poco dopo l’allontanamento, una cella nei dintorni di Torino. Altri segnali, dall’apparecchio, non sono arrivati, ma quello legato alla telefonia mobile non è il solo elemento che orienta verso quella zona.

“Un parente – dice ancora la mamma – ha contattato la trasmissione ‘Chi l’ha visto’”. Una scheda con i dati di Jessica e le circostanze del suo allontanamento è stata quindi creata sul sito web del programma televisivo e i riscontri non si sono fatti attendere. “Una segnalazione – aggiunge la donna – è arrivata proprio nella mattinata di oggi. Una persona mi ha riferito di avere parlato con una ragazza corrispondente alla descrizione di mia figlia, nella zona di corso Vercelli, a Torino”.

Ora, Luigina spera che, disponendo di indizi abbastanza circostanziati, si riesca a “riportarmela a casa”. Alla domanda sul perché la giovane possa trovarsi in quei luoghi, la donna lascia intendere di un disagio, legato ad un dolore vissuto in passato, “che forse non ho afferrato in lei”. Il gesto della ragazza nascerebbe quindi da una navigazione in acque della vita non sempre calme. Una sensazione diventata magari meno sostenibile negli scorsi giorni, che potrebbe averla portata ad un centinaio di chilometri da Aosta.

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