Per il crollo della caserma della Finanza condannati il direttore dei lavori e l’esecutore

Serafino Pallù, direttore dei lavori, è stato condannato a 1 anno di reclusione, mentre a Gioacchino Mantione, esecutore dell'opera, 2 anni e 6 mesi. Dovranno anche risarcire le parte civili, venti, a 10mila euro come provvisionale.
la caserma della Guardia di Finanza
Cronaca

Per il crollo della caserma della guardia di finanza, avvenuto nel maggio del 2003, il giudice monocratico Paolo De Paola, quest’oggi, giovedì 15 gennaio, ha condannato Serafino Pallù, 65 anni direttore dei lavori a 1 anno di reclusione con i benefici di legge e Gioacchino Mantione, 75 anni, esecutore dell’opera, a 2 anni e 6 mesi. I due imputati erano accusati di crollo colposo di struttura. Dovranno anche risarcire le parte civili, venti, difese dall’avvocato Nilo Rebecchi e dal collega Stefano Marchesini, di 10 mila euro come provvisionale.

Durante le sue richieste finali, il pubblico ministero Pasquale Longarini ha chiesto 3 anni per Mantione  e 2 anni per Pallù. “Dal dibattimento – ha spiegato il pm durante la sua arringa finale – è emerso con chiarezza che la progettazione della struttura era deficitaria, i materiali di pessima qualità e i calcoli strutturali non rispondenti alla variante. Il progettista ha modificato lo schema strutturale e l’entità di carico, il progetto originario, infatti, non è mai stato adeguato alla variante”. Non solo, per il pm “la qualità di realizzazione della struttura era insoddisfacente”.
Durante il processo era emerso che il calcestruzzo non fosse ottimale. I consulenti sentiti in aula hanno spiegato che il crollo è avvenuto senza segni premonitori e si è trattato di un crollo improvviso di due pilastri, che si sono tirati dietro gli altri. Ma, se l’accusa contesta la validità del progetto, per il consulente della difesa, il progetto era conforme e non era sbagliato, infatti, i carichi e il calcestruzzo, da progetto, erano conformi alle norme e la struttura in sicurezza. La sicurezza, per il perito, è venuta a mancare quando fu eseguita la variante, ma a quel punto Pallù aveva finito la sua opera. Tesi non accolta dall’accusa. Secondo il consulente di parte civile, la variante non fu eseguita in un secondo momento, ma il progetto fu modificato in corso d’opera. Per la difesa, invece, il progetto e il lavoro svolto da Pallù e Mantione fu fatto rispettando le regole di quegli anni.

 

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