Rapina ed estorsione ai danni dei genitori: giovane aostano in cella

Il ragazzo, M.F., tossicodipendente 21enne, l’altro ieri ha aggredito i genitori per impossessarsi della loro auto, minacciando prima la madre e tentando poi di investire il padre. “L’epilogo di anni di problematiche”, sottolinea la Polizia.
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Anni di problemi, pretese di denaro, minacce e percosse all’interno delle mura domestiche, tenuti all’oscuro del resto del mondo, nella speranza che il figlio tossicodipendente, protagonista di quei gesti, fosse ancora in tempo a ritrovare il cammino che ogni genitore auspica. Poi, quando la situazione è divenuta ingestibile e si è sfiorato il dramma, anche grazie al supporto degli operatori della Squadra Mobile della Questura, i genitori hanno trovato il coraggio di denunciare e il ragazzo, al culmine dell'ennesimo episodio, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, ritenuto responsabile di rapina ed estorsione ai danni della coppia.

Il giovane, M. F., aostano di 21 anni, con precedenti legati agli stupefacenti e già destinatario di un avviso orale del Questore, è stato rintracciato dagli agenti nella notte tra mercoledì 15 e ieri, giovedì 16 novembre, dopo che aveva aggredito i genitori, per impossessarsi della loro auto. La Squadra Volante era intervenuta all’abitazione della famiglia, nel pomeriggio, raccogliendo la segnalazione che il ragazzo aveva prima minacciato la madre e, come spiega la Polizia in un comunicato, “successivamente il padre, tentando di investirlo e dandosi alla fuga”. 

Dopodiché, nella notte, dopo l’ennesima richiesta di denaro per la restituzione del mezzo, il 21enne è tornato a casa e ha preteso dai genitori, con varie minacce, altri soldi per ridare loro la macchina. In quel momento, la Mobile si è messa sulle sue tracce, individuandolo poco dopo. E' stato accompagnato in Questura, dove gli agenti lo hanno sottoposto al fermo e poi portato nella casa circondariale di Brissogne. Oggi, venerdì 17, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Aosta ha convalidato la misura adottata, applicando inoltre al giovane la custodia cautelare in carcere. Resterà quindi in cella, consentendo ai genitori di tirare il fiato e riprendersi dal doppio dramma che li ha afflitti.

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