Scarcerato il giovane Giuseppe Pronesti

Il tribunale della libertà di Torino ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip di Aosta, Maurizio D'Abrusco e ha disposto l'immediata scarcerazione del giovane. L'avvocato difensore "La misura cautelare era immotivata"
Pronesti
Cronaca
E’ tornato immediatamente in libertà Giuseppe Pronesti, 25 anni di Aosta, agli arresti domiciliari dal 28 maggio. Ieri, martedì 17 giugno, si è svolta l’udienza presso il tribunale della libertà di Torino, che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip di Aosta, Maurizio D’Abrusco e ha disposto l’immediata scarcerazione del giovane.
Il ragazzo, difeso dall’avvocato Stefano Moniotto del foro di Aosta, è accusato di aver ceduto, tra l’ottobre del 2007 e il febbraio del 2008, 200 grammi di hashish a Michele Belgio, 44 anni di Aosta, arrestato all’inizio di aprile nell’ambito della stessa vicenda. A fare finire nei guai Giuseppe Pronesti, incensurato, erano state le stesse dichiarazioni di Belgio. “La misura cautelare – spiega l’avvocato Moniottosi basava solo sulle dichiarazioni rese da Belgio, la misura era immotivata e il Riesame ci ha dato ragione. Non solo, c’è stato anche un po’ di confusione sull’identità del mio cliente. Infatti, negli atti si fa riferimento a un suo omonimo”.
Assieme a Pronesti, erano finiti nei guai anche: Roberto Furci, 44 anni di Aosta e Giuseppe Alessandro Saladino, 43 anni di Charvensod. Le indagini, erano partite alcuni mesi fa, per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo regionale. I tre, erano accusati di aver ceduto piccole quantità di hashish, eroina e subutex. Nella stessa indagine, il 9 aprile scorso, erano state arrestate altre tre persone: Michele Belgio, 44 anni di Aosta e Moira Rigola, 38 anni di Aosta e Giovanni Duroux, 58 anni di Aosta.
L’indagine era iniziata a dicembre dello scorso anno, quando durante un sequestro, fatto a un giovane valdostano, il consumatore aveva detto da chi si riforniva. Il giovane ha raccontato agli investigatori di aver acquistato l’hashish da Michele Belgio. Gli investigatori erano poi risaliti agli altri indagati.

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