Quando la polizia ha bussato alla porta della sua casa di Pont-Saint-Martin, non ha opposto alcuna resistenza. Non lo ha fatto nemmeno quando dalla perquisizione dell’abitazione sono emersi circa 600 grammi di cocaina e un etto di hashish. Sono così scattate le manette ai polsi di Kristjan Ara, 31enne di origini albanesi, con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
La perquisizione è stata svolta dalla Squadra Mobile della questura di Aosta, in collaborazione con i colleghi di Varese e Busto Arsizio. La droga era nascosta nella camera da letto dell’abitazione. Gli agenti hanno trovato anche un kit per il confezionamento delle dosi da smerciare e una somma di circa 5mila euro in contanti. Non giustificata dall’arrestato, è ritenuta dagli inquirenti il provento dell’attività di spaccio.
Ara risulta incensurato e non noto alle forze dell’ordine. Oltre a quella svolta in Valle d’Aosta nella mattinata di ieri, mercoledì 12 novembre, che ha condotto al suo arresto, diverse altre perquisizioni sono state effettuate nella provincia di Varese. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Brissogne, dove è in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. La Procura ha chiesto la misura cautelare della carcerazione preventiva.
L’arresto effettuato in Valle rientra in una più ampia operazione con cui la polizia di Busto Arsizio, al termine di indagini iniziate circa due anni fa, ha colpito una rete criminale, dedita allo spaccio di stupefacenti, attiva tra l’Italia e la Spagna. In manette – in flagranza e per effetto di ordinanze di custodia cautelare dell’autorità giudiziaria lombarda – sono finite altre nove persone, tra il varesotto, l’alto milanese e le province di Pavia e Monza: sette cittadini albanesi, un italiano e una donna di origini romene.
Oltre allo stupefacente sequestrato all’arrestato in Valle, sono stati rinvenuti nelle diverse perquisizioni dell’operazione 1,250 kg di hashish, 155 grammi di cocaina, 36 di marijuana e 24 di eroina. L’indagine è nata dagli approfondimenti investigativi eseguiti a seguito di cessioni di cocaina effettuate da alcuni pusher tra Busto Garolfo e Busto Arsizio. Sono così stati individuati i presunti appartenenti alla rete, ognuno fornito di veicoli intestati ad altri, di abitazioni “appoggio” adibite a laboratori per la preparazione delle sostanze, nonché alcuni locali di ristorazione, punti di riferimento per lo spaccio.
Nel corso delle indagini, gli investigatori avevano altresì scoperto il transito dalla Spagna all’Italia di un carico di cocaina su un veicolo pesante iberico, arrestando al tempo un albanese e un italiano, in possesso di quasi 750 grammi di cocaina, tra sostanza già suddivisa in dosi e un panetto. Da quell’episodio, gli sviluppi investigativi che hanno condotto all’operazione di ieri, con una propaggine in Valle.

