Spese Ue “irregolari”, l’Unité Grand Combin dovrà rivolgersi al giudice ordinario

Il Tar della Valle d’Aosta, a cui l’ente si era rivolto nei mesi scorsi, ottenendo una sospensione cautelare dei provvedimenti di restituzione, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.
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Dovrà rivolgersi al tribunale ordinario l'Unité des Communes Grand Combin per evitare di dover restituire i 600mila euro circa delle "quote pubbliche Fesr dichiarate irregolarmente erogate". Il Tar della Valle d’Aosta, a cui l’ente si era rivolto nei mesi scorsi, ottenendo una sospensione cautelare dei provvedimenti di restituzione, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

La querelle, con l'Amministrazione regionale e la regione Lombardia, che ha il ruolo di capofila nella gestione del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera, riguarda l'affidamento di incarichi aggiuntivi allo studio Cortese di Aosta, specializzato in progettazione europea. 

La vicenda era partita da una segnalazione dell'Area Finanze della Regione Valle d'Aosta. I fatti contestati riguardano l'affidamento di incarichi aggiuntivi allo stesso vincitore del bando iniziale di 209 mila euro, senza alcun passaggio formale di gara. Dopo la prima gara l'Unité aveva continuato a far gestire le progettazione e il coordinamento delle iniziative finanziate con i fondi europei allo stesso studio, l'unico che si era presentato, senza più rinnovare il bando. La somma di denaro contestata, fondi europei e statali, è stata spesa negli anni scorsi per finanziare una cinquantina di progetti.

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