Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 22 Gennaio 2020 10:01

Trailer piemontese condannato per aver diffamato Francesca Canepa

Aosta - A sentenza il processo nato dai fatti del Tor des Géants 2014, in cui la campionessa valdostana era stata squalificata. Al 50enne Paolo Rossi, il giudice di pace De Filippo ha inflitto una multa da 2.300 euro per diffamazione.

Francesca Canepa all'uscita di un punto ristoro all'UTMB 2018

A distanza di quasi sei anni, il processo nato dai fatti del Tor des Géants 2014, in cui Francesca Canepa era stata squalificata, è giunto ad una sentenza di primo grado. Il giudice di pace Giuseppe De Filippo ha ritenuto colpevole di diffamazione, nei confronti dell’atleta valdostana, il trailer 50enne Paolo Rossi di Alice Superiore, in provincia di Torino. Accogliendo la richiesta del pm Sara Pezzetto, l’uomo è stato condannato a 2.300 euro di multa e a risarcire la campionessa di Courmayeur con una provvisionale da 15mila euro.

Rossi era accusato di essere arrivato l’8 settembre 2014, durante la competizione, al rifugio Dondena (Champorcher) e di aver pronunciato, rivolto ai volontari che là prestavano assistenza e ad una regista (realizzatrice di un video poi non diffuso), frasi che offendevano la reputazione di Canepa, “dicendo, contrariamente al vero, che la stessa aveva utilizzato l’autovettura per percorrere un tratto del percorso di gara” e “facendo diffondere la notizia attraverso la radio di servizio”.

In particolare, le parole che avevano portato a processo l’atleta piemontese erano, come si legge nell’imputazione contestata dalla Procura: “ho beccato la Canepa in flagranza di reato… un passaggio da Cogne a Lillaz, è proprio palese. O ci pensate voi o faccio casino. A me non mi ha passato… è la mia parola contro la sua, la Canepa non mi ha superato. Io ho visto una macchina che è andata su e poi ha rallentato al Lillaz… ma adesso ho capito perché”.

Nell’udienza del 2 agosto 2017, l’ultra-campionessa era stata sentita in aula come parte lesa, per un’ora e mezza. “Mano a mano che rivivevo ogni istante per poterlo raccontare, la sensazione è stata quella che riprovo quando rivedo un film di cui conosco l’orrendo finale – aveva scritto sul suo profilo Facebook quel giorno – e vorrei riavvolgere, cambiare qualcosa, mettere almeno in pausa. Invece, no. È andato tutto storto ed è successo a me. Ma poterlo raccontare davanti alla legge, beh, ha aiutato”.

Come testimone era stato sentito anche Renato Jorioz, allenatore della donna, che ha sempre ribadito la sua innocenza. L’atleta si era aggiudicata le edizioni 2012 e 2013 del Tor des Géants. La squalifica aveva acceso non poche polemiche e, nel 2018, Canepa aveva tagliato il traguardo per prima all’Ultra Trail du Mont Blanc, considerata una delle competizioni più selettive e complesse del campo. Alle vittorie sul campo, oggi si è aggiunta quella in un’aula di giustizia.

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