Tredici ordinanze di custodia cautelare per truffe legate al bestiame

Un blitz del Corpo forestale e dei carabinieri del Nas la notte scorsa, verso le 4, ha portato all'arresto di 13 persone (2 in carcere e 11 arresti domiciliari). Tra questi anche Gabriele Vierin, di Gressan, presidente dell'Arev, ora ai domiciliari.
Gabriele Vierin al centro
Cronaca

 

Blitz nelle stalle valdostane. Nell’ambito dell’inchiesta della forestale sono finiti in carcere Angelo Cabraz, di 37 anni, di Jovencan, e Eliseo Duclos, di 53 anni, titolare di un caseificio di Gignod. Agli arresti domiciliari, invece, Antonio Albisetti, di 43 anni, di Montjovet; Rosella Badino (50), di Pralormo (Torino), titolare di un laboratorio analisi di Carmagnola; Fabrizio Bisson (31), titolare di un'azienda agricola di Gressan; Emilio Cabraz (67), allevatore di Jovencan; Marisa Cheillon (46), allevatore di Gignod; Angelo Letey (50), allevatore di Valpelline; Elio Louisetti (51), allevatore di Bionaz; Davide Mila (49), veterinario di Morgex; Claudio Trocello (54), veterinario di Aosta; Gabriele Vierin (61), titolare di un'azienda agricola e allevatore di Gressan; Massimo Volget (38), veterinario di Brissogne.

Le accuse sono gravi: vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione Valle d'Aosta, maltrattamento e uccisione di animali, abusivo esercizio di professione, frode in commercio. Si ipotizza una contaminazione della razza bovina valdostana a scopo di truffa. Il tutto, si ipotizza, per poter aver i contributi regionali. Tra le ipotesi di reato ci sono: la mancata comunicazione di capi infetti per mantenere indenni gli allevamenti; l'acquisto di foraggio non valdostano per produrre latte destinato alla fontina; il maltrattamento e l'uccisione di animali (quando risultavano infetti); la vendita di fontine "adulterate".

Nell'ordinanza è poi sottolineata "la fecondazione di animali con semi non autoctoni provenienti dalla Svizzera" e "l'approdo diretto di bovini svizzeri negli allevamenti valdostani".
Secondo l’accusa, adulteravano la fontina, per spacciarla per dop. Il tutto per i contributi. Forestali, nas di Torino e carabinieri sono piombati a notte fonda, alle 4 del mattino, a casa di allevatori e veterinari alla ricerca di documenti e farmaci.

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