Blitz nelle stalle valdostane. Nell’ambito dell’inchiesta della forestale sono finiti in carcere Angelo Cabraz, di 37 anni, di Jovencan, e Eliseo Duclos, di 53 anni, titolare di un caseificio di Gignod. Agli arresti domiciliari, invece, Antonio Albisetti, di 43 anni, di Montjovet; Rosella Badino (50), di Pralormo (Torino), titolare di un laboratorio analisi di Carmagnola; Fabrizio Bisson (31), titolare di un'azienda agricola di Gressan; Emilio Cabraz (67), allevatore di Jovencan; Marisa Cheillon (46), allevatore di Gignod; Angelo Letey (50), allevatore di Valpelline; Elio Louisetti (51), allevatore di Bionaz; Davide Mila (49), veterinario di Morgex; Claudio Trocello (54), veterinario di Aosta; Gabriele Vierin (61), titolare di un'azienda agricola e allevatore di Gressan; Massimo Volget (38), veterinario di Brissogne.
Le accuse sono gravi: vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione Valle d'Aosta, maltrattamento e uccisione di animali, abusivo esercizio di professione, frode in commercio. Si ipotizza una contaminazione della razza bovina valdostana a scopo di truffa. Il tutto, si ipotizza, per poter aver i contributi regionali. Tra le ipotesi di reato ci sono: la mancata comunicazione di capi infetti per mantenere indenni gli allevamenti; l'acquisto di foraggio non valdostano per produrre latte destinato alla fontina; il maltrattamento e l'uccisione di animali (quando risultavano infetti); la vendita di fontine "adulterate".
Nell'ordinanza è poi sottolineata "la fecondazione di animali con semi non autoctoni provenienti dalla Svizzera" e "l'approdo diretto di bovini svizzeri negli allevamenti valdostani".
Secondo l’accusa, adulteravano la fontina, per spacciarla per dop. Il tutto per i contributi. Forestali, nas di Torino e carabinieri sono piombati a notte fonda, alle 4 del mattino, a casa di allevatori e veterinari alla ricerca di documenti e farmaci.


