Cronaca

Ultima modifica: 8 Aprile 2019 14:00

Udienza Finaosta, Il pm chiede due anni per Rollandin, Perron e Lévêque

Aosta - Al centro del procedimento la presunta turbativa della nomina del presidente della finanziaria regionale, nel 2015. Dopo la requisitoria del pm Ceccanti, sono in corso le arringhe dei difensori.

L'ex assessore Perron con l'avvocato Margueret

Al termine di una requisitoria durata circa un’ora, il pubblico ministero Luca Ceccanti ha chiesto al Gup Luca Fadda di condannare i tre imputati nel procedimento sulla nomina dei vertici di Finaosta – Augusto Rollandin, Ego Perron e Massimo Lévêque – a due anni di carcere e 600 euro di multa per ognuno. L’udienza è iniziata attorno alle ore 9.30 di oggi, lunedì 8 aprile, a palazzo di giustizia. I due politici e il manager sono accusati tutti di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ed hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato.

Secondo gli inquirenti, la designazione del vertice della finanziaria regionale sarebbe stata turbata perché Rollandin e Perron, in forza delle cariche rivestite allora (che gli conferivano status di pubblici ufficiali), avrebbero rivelato anticipatamente, ad inizio 2015, a Lévêque i contenuti del bando per la selezione del Presidente del Consiglio di amministrazione di Finaosta, anche in ordine all’aspetto economico.

Al riguardo, per la Procura, i due amministratori si sarebbero anche spesi in rassicurazioni al professionista (nominato il 7 agosto 2015) tanto sul fatto che sarebbe stato scelto per la carica, quanto sull’entità degli emolumenti che avrebbe percepito. In particolare, è la tesi d’accusa, Rollandin e Perron avrebbero rassicurato Lévêque che i 31.500 euro previsti dal bando sarebbero “lievitati” sino a 100mila. Il professionista, stando alle indagini, avrebbe infatti richiesto la nomina per un importo non inferiore ad 80mila euro.

Dopo una breve pausa, l’udienza prosegue ora con le arringhe dei difensori dei tre imputati. E’ previsto che la discussione si concluda in giornata, quindi il Gup dovrebbe rinviare, per eventuali repliche del pubblico ministero (e controrepliche dei legali) al 13 maggio, data in cui è attesa la sentenza.

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