E’ un 54enne tedesco, Wolfgang Uhlmann Westerheim, la vittima della vacanza staccatasi ieri, giovedì 19 febbraio, a Punta Leysser, sopra Saint-Pierre. L’uomo è deceduto al Pronto soccorso del “Parini”, dove era stato trasportato dai soccorritori intervenuti sul luogo, nonostante i tentativi dei medici di tenerlo in vita. Il deceduto era in una comitiva di cinque persone, tutti connazionali, impegnate in un’uscita di scialpinismo, di cui faceva parte una guida.
L’allarme è scattato attorno alle 13.30 di ieri. La difficoltà, per i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e per i militari del Soccorso Alpino della Guardia di finanza, era legata al raggiungere il punto del distacco. Le condizioni di maltempo, inizialmente, impedivano di farlo in elicottero, per cui i soccorritori sono stati lasciati 500 metri più in basso e sono saliti via terra ai 2550 metri dell’area della valanga.
Nel frattempo, gli altri scialpinisti del gruppo, alcuni dei quali interessati solo parzialmente dalla massa nevosa, avevano localizzato ed estratto due compagni sepolti dalla neve (tutti erano dotati di artva ed airbag). Le condizioni di uno erano apparse gravi da subito, mentre l’altro non sembrava destare preoccupazioni. Approfittando di una schiarita, l’elicottero ha potuto avvicinarsi e procedere al trasferimento in ospedale.
A seguire, i finanzieri del Sagf di Entrèves, incaricati degli accertamenti sull’accaduto, hanno sentito i superstiti. E’ così stato ricostruito che la valanga si è staccata mentre erano in salita, ma soprattutto è emersa la presenza di una guida (straniera, come gli sciatori). Elementi su cui i militari relazioneranno alla Procura della Repubblica. La posizione del professionista andrà vagliata per delinearne possibili responsabilità, derivanti dalla “posizione di garanzia” che una guida assume rispetto alle persone che accompagna.
Nella giornata di ieri, nella zona ove si è verificato il distacco, il rischio valanghe era 4 (Forte) su una scala di 5. Oltre alle difficoltà legate al maltempo, i soccorritori hanno dovuto operare in numero inferiore ad altre occasioni. La presenza di placche ventate rendeva infatti pericolose le operazioni, in regione del rischio di ulteriori crolli e il personale intervenuto è stato contingentato in un’ottica di salvaguardia.
E’ morto lo scialpinista travolto da una valanga a Punta Leysser
19 febbraio 2026, ore 18.08, di Silvia Savoye
Non ce l’ha fatta lo scialpinista travolto della valanga staccatasi intorno alle 13.30 di giovedì 19 febbraio, a Punta Leysser a 2550 metri, sopra Saint-Pierre. L’uomo è deceduto all’Ospedale Parini di Aosta dove era stato trasportato dai soccorritori.
Lo scialpinista faceva parte di una comitiva, che ha lanciato l’allarme e ha subito iniziato le ricerche dei cinque travolti. Un’altra persona è stata trasportata al Pronto soccorso del Parini ed è tuttora in fase di diagnostica. Le sue condizioni non sono gravi. Gli altri tre scialpinisti coinvolti risultano illesi.
Sul posto inizialmente sono intervenuti via terra il soccorso alpino valdostano con il Sagf, con 8 soccorritori (tecnici SAV, Sagf, un medico, unità cinofila), visto che l’elicottero ha potuto raggiungere solo una quota più bassa causa maltempo. Le squadre di soccorso sono state lasciate 500 metri più in basso. Grazie ad un’attenuazione delle condizioni meteo avverse l’elicottero ha potuto in seguito avvicinarsi e recuperare tutti i coinvolti.
Dalle prime informazioni la comitiva di scialpinisti è straniera.

L’intervento è stato complicato dalla scarsa visibilità in quota, dal vento forte e dalla presenza di placche ventate che rendono molto pericolose le operazioni
Il bollettino valanghe per la giornata di oggi dava in quella zona pericolo 4 – forte su una scala di 5.


4 risposte
Con grado di rischio 4 (su cinque) e alle 13,30, ora molto tarda, quando si è staccata valanga, è stata uscita arrischiata, ultimo pezzo dove probabilmente è sopravvenuta valanga è ripido. Se non succedeva allora in salita la valanga si sarebbe scaricata in discesa dove le sollecitazioni degli sciatori 5, quindi numerosi e pesanti, son sicuramente maggiori.
Ma come si fa?!?!?!!? Sono 2 settimane che c’è il pericolo più alto, tanta neve in poco tempo, a certe quote anche ”pesante”, vento forte che crea accumuli, ma perchè andare adesso??? Le tragedie possono succedere, non si è mai sicuri al 100%, alle volte c’è anche sfortuna, ma adesso no! Questo è giocare con la morte.
Uno shot di adrenalina a tutti i costi, nonostante le criticità nivologiche. Ogni anno il bilancio peggiora, e famiglie e amici rimangono a raccogliere i pezzi.
Tuj