Venti intossicati dalle carpe marinate. “Non c’è altro pesce contaminato sul mercato valdostano”

Secondo quanto emerso fino a questo momento, il pesce è stato acquistato da un grande distributore di Bolzano, ma non ne è stata ancora accertata la provenienza. Per gli intossicati stanno arrivando i farmaci ordinati in Svizzera.
Cronaca

I valdostani possono stare tranquilli, non ci sono rischi di contrarre il parassita che ha infettato, fino ad oggi, una ventina di persone. “Non c’è altro pesce contaminato sul mercato valdostano” assicurano i vertici dell’Usl nel corso di una conferenza stampa convocata oggi a cui hanno partecipato i ‘massimi responsabili della sanità regionale.

L’allarme era scattato alcuni giorni fa quando alcuni partecipanti ad una cena della rassegna “Saveurs en musique” hanno manifestato sintomi analoghi: febbre persistente e spossatezza. Sono ottanta le persone che avevano partecipato alla serata, 20 i casi accertati fino ad ora, 12 le persone ricoverate all’ospedale regionale. Sotto accusa c’è un piatto di carpe marinate, servito il 24 luglio scorso in un ristorante della Bassa Valle, in cui successivamente è stato individuato il “Clonorchis synensis”, un comune parassita. Tra le persone coinvolte l’assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz, e i sindaci di Brusson e Challand-Saint-Victor: Giulio Grosjacques e Gabriella Minuzzo.“Nei primi giorni abbiamo brancolato nel buio – ha dichiarato l’assessore alla Sanità, Albert Lanièce – ma una volta individuata la causa siamo arrivati alla terapia nel giro di una settimana.

“Grazie alla collaborazione con il ristoratore – ha dichiarato Stefania Riccardi, direttore generale dell’Usl – abbiamo individuato tutti gli 80 partecipanti. Venti di questi sono già stati contattati per l’esame di primo livello, un’operazione che si concluderà nel giro di poche ore”. Il farmaco per somministrare la terapia sta arrivando dalla Svizzera, ma per 25 persone il prodotto è già disponibile. “Tutti i pazienti ricoverati sono in buone condizioni – assicura Riccardi –  e alcuni sono già stati dimessi. Per l’assessore Marguerettaz, invece, sarà necessario aspettare ancora qualche giorno”.

Secondo quanto emerso fino a questo momento, il pesce è stato acquistato da un grande distributore di Bolzano, ma non ne è stata ancora accertata la provenienza. “Sono in corso le indagini per risalire la filiera – ha assicurato Antonio Traverso, primario del reparto di malattie infettive – e al momento tutta la documentazione del ristoratore risulta assolutamente in regola”.

Tra le possibili cause della presenza del parassita nel pesce potrebbe esserci un trattamento non corretto. La legge prevede che per abbattere i parassiti sia necessario il congelamento a -20 gradi o la cottura a 65 gradi per un minuto.

“Vogliamo che emergano i responsabili di questa vicenda – ha concluso l’assessore alla sanità Albert Lanièce – perché cose di questo genere non possono succedere in una regione turistica come la nostra”.

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