A FrontDoc vince “Soy libre” di Laure Portier  

Menzione speciale per L’Ilot di Tizian Büchi. La cerimonia di premiazione di FrontDoc si è svolta stasera, dopo 6 giorni di programmazione, 31 pellicole in concorso internazionale e un fitto calendario di appuntamenti, eventi e incontri.
Frontdoc Nora Demarchi e Gianluca Rossi
Cultura

“Un film capace di unire potenza umana del protagonista, unicità della relazione dell’autrice con lui e originalità dello sguardo registico, arrivando a disegnare nitidamente un ritratto intimo capace di intensa riflessione universale sul senso della vita”. Con questa motivazione la giuria della XI edizione di FrontDoc, composta da Luisa Montrosset, cofondatrice de L’Eubage e codirettrice del Cervino CineMountain Festival, Zahavi Sanjavi, documentarista del Kurdistan iracheno e Andrea Segre, pluripremiato regista italiano, ha assegnato il premio come miglio lungometraggio a Soy libre di Laure Portier (Francia, 2021, 78’). Menzione speciale per L’Ilot di Tizian Büchi (Svizzera, 2022, 87’), per la straordinaria naturalezza interpretativa del cast, oltre che per l’equilibrio tra la leggibilità circolare della vita di quartiere e il mistero della componente magica e naturale.

La cerimonia di premiazione di FrontDoc si è svolta stasera, dopo 6 giorni di programmazione, 31 pellicole in concorso internazionale – di cui 6 lungometraggi, 6 mediometraggi, 8 cortometraggi, 6 cortometraggi d’animazione e 5 documentari sperimentali – su un totale di oltre 800 opere visionate e provenienti da oltre 60 paesi – e un fitto calendario di appuntamenti, eventi e incontri che hanno portato in sala il dialogo, l’incontro e la riflessione.

A riassumere l’alto grado di sorpresa e soddisfazione collettiva, Nora Demarchi, co-direttrice artistica del Festival insieme a Gian Luca Rossi: «Siamo felici e anche un po’ increduli della partecipazione di pubblico che FrontDoc ha avuto in questa edizione 2022. Se all’inizio della manifestazione eravamo sicuri della qualità del nostro programma, ora siamo grati e riconoscenti al territorio valdostano che ha risposto in modo così entusiasta. Grazie dunque al nostro pubblico, ai meravigliosi volontari e ai membri delle nostre giurie.»

Ecco tutti gli altri premi

Miglior mediometraggio
Urban Solutions
di Luciana Mazeto, Vinícius Lopes, Arne Hector, Minze Tummescheit (Brasile, Germania, 2022, 30’)
Con la seguente motivazione: Per l’ironia e la coerenza dello sguardo che permette di affrontare un tema molto presente nella cinematografia documentaria (la diseguaglianza postcoloniale) con originalità e rinnovata intensità.

Miglior cortometraggio
I’m trying to remember
di Pegah Ahangarani (Repubblica Ceca, 2021, 16’)
Con la seguente motivazione: Per creare un cortometraggio così impattante e poetico non basta padroneggiare le tecniche della fotografia, ma serve anche una buona dose di coraggio. Ponendo un’innocente domanda legata a un evento della sua infanzia, la regista ci mostra un’immagine autoptica della situazione non solo della sua famiglia, ma di tutto il suo paese, l’Iran. La forma e la tecnica di creazione di questo film, unico nel suo modo di narrare questa storia, sono un chiaro esempio della magia del cinema.

Menzione speciale

Adjusting di Dejan Petrovic (Serbia, 2021, 19’)
Con la seguente motivazione: Per aver saputo intessere un filo narrativo sottile che non svela in maniera chiara, se non nel finale, un raffinato parallelismo tra prigionieri canini e umani che anima l’intero film.

Miglior documentario d’animazione
Love, Dad
di Diana Cam Van Nguyen (Repubblica Ceca, 2021, 14’)
Con la seguente motivazione: L’uso magistrale di varie tecniche del film di animazione ha reso “Love Dad”, il cui soggetto è già di per sé complesso e toccante, un piccolo capolavoro.

Menzione speciale

Granny’s Sexual Life di Urška Djukic e Émilie Pigeard (Slovenia, 2021, 14’)
Con la seguente motivazione: L’alternanza tra fotografia e disegno si rivela particolarmente efficace nello svolgimento narrativo di un tema così intimo e crudo. In particolare, il taglio fotografico volto a focalizzare l’attenzione sulle mani e sugli sguardi delle donne permette la transizione dal racconto personale al messaggio universale.

ALTRI PREMI

Premio ZaLab ex aequo (attribuito al film che meglio ne incarni i valori e che consiste nella distribuzione del film attraverso la nuova piattaforma streaming di cinema del reale zalabview.org)

Tutto apposto gioia mia di Chloé Gioia Lecci López (Francia, 2022, 55’)
Con la seguente motivazione: Un viaggio sincero in radici confuse e ferite accompagnato da personaggi di grande spessore cinematografico e da una regista mai scontata, con una sequenza finale di vera magia documentaria.

I’m trying to remember di Pegah Ahangarani (Repubblica Ceca, 2021, 16’)
Con la seguente motivazione: Eccellente esempio di una cinematografia, quella iraniana, sempre nobile e intensa, capace di essere letteratura, immagine e storia contemporaneamente.

Premio APA / Miglior documentario sperimentale (dedicato al miglior film sperimentale presentato all’interno dell’esposizione SPAZIO X)
Hyena di David Spanish (Paesi Bassi, 2021, 27’)
Con la seguente motivazione: Un progetto pensato in maniera completa in tutte le sue parti che, facendoci entrare nella testa del protagonista, ci fa interrogare sulla solitudine dell’essere umano in una maniera innovativa e fuori dagli schermi.

Premio del pubblico

Roses. Film-Cabaret di Irena Stetsenko (Ucraina, 2021, 78’)

La Giuria Giovani, composta da Nicole Jocollé, Chiara Zoja, Eleonora Cheli, Clara Vietti, Silvia De Gattis, Michelle Merivot, Alessandro Contardo e Giulia Macello Violetta e coordinata da AIACE VDA assegna i premi:

Miglior lungometraggio
Soy libre
di Laure Portier (Francia, 2021, 78’)
Con la seguente motivazione: Per aver rappresentato una storia fortemente autentica, senza filtri, con uno sguardo intimo e personale.

Menzione speciale

Sam Now di Reed Harkness (USA, 2022, 86’)
Con la seguente motivazione: Per aver narrato una storia dal potente impatto emotivo, capace di mantenere alta l’attenzione attraverso il viaggio. Risulta molto interessante anche la grande quantità di materiale d’archivio accumulato dai registi.

Miglior mediometraggio
We love life
di Hana Vojackova (Gran Bretagna, 2021, 21’)
Con la seguente motivazione: Per aver proposto una grande eterogeneità di materiale d’archivio e per come la voce della regista emerge dal montaggio, intervenendo in modo creativo sul materiale.

Miglior cortometraggio
Little Berlin
di Kate McMullen (Francia, 2021, 14’)
Con la seguente motivazione: Per aver trasformato un periodo storico tragico in una storia leggera, capace di far riflettere in modo geniale.

Menzione speciale

I’m trying to remember di Pegah Ahangarani (Repubblica Ceca, 2021, 16’)
Con la seguente motivazione: Per avere offerto una testimonianza profonda con delle immagini dal forte impatto visivo ed emotivo.

Miglior film d’animazione
Granny’s Sexual Life
di Urška Djukic e Émilie Pigeard (Slovenia, 2021, 14’)
Con la seguente motivazione: Per aver presentato una storia universalmente valida, oltre le frontiere. La semplicità e il colore del disegno – quasi infantili – comunicano perfettamente il tema trattato.

 

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