Anche se in tono minore le polemiche salutano l’inaugurazione della Fiera

Alcuni teli bianchi sono andati a coprire le opere degli artigiani al passaggio delle autorità per protestare contro i nuovi regolamenti. Estesa da oggi la raccolta firme contro i nuovi provvedimenti regionali anche ai visitatori.
La protesta alla Fiera al passaggio delle autorità
Cultura

La 1008° Fiera di Sant’Orso sarà probabilmente ricordata come l’edizione della polemica. Come già avvenuto sabato scorso in occasione dell’apertura in piazza Chanoux e in piazza San Francesco, dell’Atelier des arts e des metiers, anche se in toni minori, a salutare il passaggio delle autorità, questa mattina lungo le vie del centro storico, sono tornati i teli bianchi sui banchi degli espositori.

Le opere di alcuni degli artigiani sono rimaste nascoste agli occhi delle autorità per protestare contro chi viene accusato di imporre regole e divieti, decidendo che cosa possa essere artigianato di tradizione e che cosa no.

La richiesta quindi di lasciare da parte le polemiche, non è stata ascoltata dagli artigiani che anzi, nei due giorni di manifestazione, faranno partecipi della raccolta firme che, chiede la revoca del provvedimento e l’istituzione di un gruppo di lavoro aperto alle varie categorie di artigiani, anche i visitatori della millenaria.

Nella polemica sono entrati poi anche i partiti. Alcuni rappresentanti del Gruppo consiliare La Casa delle Libertà e il Coordinamento regionale di Forza italiana, hanno anticipato il passaggio della Banda municipale di Aosta, questa mattina, distribuendo volantini e indossando delle magliette con lo slogan “Fiera di tradizione. Libertà di espressione”
Nel testo del volantino si legge “i regolamenti della Giunta regionale mettono la museruola alla fantasia degli artigiani e li vogliono tutti burocrati e uguali..la legge regionale e i regolamenti di attuazione costituiscono un percorso a ostacoli pieno di inutili formalità, divieti e sanzioni” e ancora protestando contro la nomina di Rudy Marguerettaz alla presidenza dell’Ivat “No all’Ivat lottizzato. Per la prima volta la spartizione politica mette al vertice di un ente tecnico un segretario di partito.”

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