Da poco diventata mamma, Sabina Marquet ha portato alla fiera tutte opere ispirate profondamente alla sua condizione di madre: una donna in attesa che stende i panni, un bambino sull’altalena, bimbi che giocano con i tatà. “Riesco a dedicarmi a questa passione, dalle 14 alle 16 quando la bimba dorme e lo faccio sul tavolo della cucina perché non ho un laboratorio o uno spazio dedicato”.
Alla sua prima esperienza da espositore singolo, ha scoperto la passione del legno con il corso di Fénis, mentre ora frequenta la bottega-scuola di Crestani. “Per me la fiera è soprattutto una bella esperienza, dove si respira un’atmosfera unica, io vengo soprattutto per questo”.
Il banco lo condivide con Manuela Miozzi, anch’essa allieva di Crestani. Le sue opere intitolate “Il risveglio” e “L’Attesa” sono già state esposte alla Foire d’été. “Vengo alla Fiera non per vendere ma per esporre: nonostante alcune richieste faccio molta fatica a staccarmi dalle mie produzioni”. La passione per il legno l’ha scoperta nel tempo: “a forza di venire alla fiera mi è venuta voglia di provare, credo che sia una passione che se uno ce l’ha prima o poi scopre dentro di se”.
Irene Messelod, invece, è una veterana della fiera. Dal 2000, con pazienza certosina, intaglia a punta di coltello piatti in legno. Questo anno ne espone uno su cui ha intagliato ben 4.343 triangolini. "Solo per la realizzazione ci ho messo quattro mesi di impegno perché, visto che lavoro, mi ci posso dedicare solo la sera e nel fine settimana".
A sostenere nel suo amore per l’intaglio Irene Messelod c’è la madre, Gemma Gontier che, nonostante siano passate poche ore dall’apertura della fiera, non mostra grande preoccupazione per i riflessi negativi che potrebbe portare la crisi sulle vendite e sull’interesse delle persone. "Siamo state anche a Donnas, 15 giorni fa, e abbiamo visto che più o meno il trend è quello dell’anno scorso: si vendono per lo più i pezzi piccoli, per quelli più impegnativi bisogna trovare degli appassionati".