Assegnati i premi del XIX° Concorso letterario René Willien

I riconoscimenti, consegnati ieri durante la cerimonia ufficiale, sono andati quest’anno alle case editrici Le Château e Musumeci, mentre la menzione speciale è andata alla Tipografia Valdostana.
Prix René Willien 2013
Cultura

“Il lavoro presenta un grande interesse dal punto divista della ricerca storica ed etnografica, con un apparato iconografico importante e ordinato, e una presentazione tipografica eccellente”. Con questa motivazione il primo premio del 19° Concorso letterario René Willien è stato assegnato alla casa editrice Le Château, per “Abitare Habiter Walser Wohnen. Architettura storica nell’alta valle del Lys”, di Claudine Remacle, Danilo Marco e Mauro Zucca Paul.

La cerimonia ufficiale di consegna dei premi si è svolta ieri a Palazzo regionale. Al secondo posto si è classificato il libro “Grat Éloi Ronc. 1859–1944. Un photographe à révéler”, realizzato dal Bureau Régional Ethnologie et Linguistique, edizioni Musumeci, per il suo
“grande valore iconografico e documentario dell’opera del fotografo Ronc, che, con le sue immagini, offre al lettore la possibilità di conoscere gli aspetti e il carattere dei valdostani che hanno vissuto tra la fine del diciannovesimo e ventesimo secolo”.

In terza piazza di nuovo la casa editrice Le Château, per la pubblicazione di “Madeleine Gamba. Un rêve au Mont-Blanc”, opera di Simonetta Valenti, professoressa di letteratura francese all’Università della Valle d’Aosta, redatta in collaborazione con Vidoolah Mootoosamy. “Un’opera – si legge nella motivazione – che rivela una scrittrice fino ad oggi sconosciuta. L’interesse di questo lavoro risiede anche nel fatto che si tratta di un romanzo, prodotto letterario unico per l’epoca, in Valle”.

Infine, menzione speciale per la casa editrice Tipografia Valdostana e la pubblicazione “Processi per fede e sortilegi nella Valle Aosta del Quattrocento”, di Silvia Bertolin, “edizione critica e traduzione notevole degli atti processuali sulla stregoneria valle Aosta, che costituisce una testimonianza importante di un passaggio storico della nostra Regione praticamente sconosciuto”. 

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