Cultura e spettacolo di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 6 Febbraio 2020 12:06

Balfolk interrotto, il Quot Café: “è un disguido amministrativo”

Aosta - “Il problema è nato dalla contemporaneità dei due eventi” sostiene Joelle Melotto che a giugno 2019 ha preso in gestione il locale che affaccia sulla piazza centrale di Aosta. “Qualsiasi musica amplificata in quel frangente avrebbe disturbato un’esibizione in acustica”.

Serata dj Quot cafeSerata dj Quot cafe

Non ci stanno a passare per i responsabili dell’interruzione prematura del Balfolk dei fratelli Boniface.  I titolari del Quot Café Green Bar di Piazza Chanoux, sulla serata del 30 gennaio la vedono in maniera diversa. “Per quanto ci riguarda è un disguido amministrativo tra Regione e Comune che ci ha concesso di organizzare una serata con dj in contemporanea al Balfolk”. E poi sottolineano: “Qualsiasi musica amplificata in quel frangente avrebbe disturbato un’esibizione in acustica” spiega Joelle Melotto che a giugno 2019 ha preso in gestione il locale che affaccia sulla piazza centrale di Aosta. Il problema è nato dalla contemporaneità dei due eventi”.

I gestori del locale il pomeriggio del 30 gennaio ricevono una telefonata, a loro dire preoccupata, da Daniela Piassot, responsabile del Commercio. “Ci ha informato al telefono della presenza del balfolk e si è raccomandata di diffondere musica all’interno e di tenere le porte chiuse”. A quel punto però la serata era organizzata, il dj incaricato, il locale sistemato e strutturato per l’occasione. “Siamo andati il 27 gennaio a fare le pratiche in Comune, nessuno ha sollevato obiezioni sulla serata, eppure il balfolk era già programmato da tempo”.

Dai video in rete però le porte del locale risultano aperte. “Sì, le casse e la postazione del dj erano nel locale, mentre per una questione di sicurezza, visto il forte afflusso, abbiamo dovuto tenere le porte aperte, altrimenti ci avrebbero devastato il locale” spiega ancora Joelle Melotto. Sull’evento ci tiene anche a precisare: “Eravamo in possesso di tutte le autorizzazioni, abbiamo abbassato la musica quando ce l’hanno chiesto e rispettavamo il limite dei decibel imposto dalla legge: lo hanno riconosciuto anche i Carabinieri chiamati sul posto per ben due volte”.

Il no dei gestori del Quot café si palesa solo dinanzi alla richiesta di spegnere del tutto la musicaAbbiamo sostenuto oltre 700 euro per l’organizzazione di questa serata, non era proprio possibile annullare tutto” spiegano.

Il Comune a sua volta non ci sta a prendersi la colpa e risponde per bocca di Antonella Marcoz, Assessore con delega al commercio. “Il locale non aveva un’autorizzazione, ma ha mandato una comunicazione al Comune in cui si parlava di un evento con casse all’interno e porte chiuse, non aperte, cosa che evidentemente non è stata rispettata”.  “Se avessero ottemperato a quanto detto – continua la Marcoz che sulla vicenda promette approfondimenti – non ci sarebbero stati problemi”. A supporto della sua tesi cita la legge regionale 1 del 2006: “si parla di attività ‘nei’ locali ai quali la clientela ‘accede’ e l’esercizio in questione era stato anche avvisato il pomeriggio stesso su ciò che poteva fare o meno dalla Funzionaria responsabile del Commercio Daniela Piassot”.

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