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“Le otto montagne” Prix du jury a Cannes, la gioia di Film Commission e Paolo Cognetti

Oltre al riconoscimento, la fondazione Film commission VdA festeggia anche la nomina di “Rocco Schiavone” tra le 5 migliori serie crime ai Nastri d’argento
Cultura

 

Successo e soddisfazione sono duplici per la fondazione Film Commission VdA, che, dopo la nomination della serie televisiva “Rocco Schiavone” nella categoria della migliore serie crime ai Nastri d’argento di Napoli, nella serata di ieri, sabato 28 maggio, ha visto assegnare il Premio della giuria del Festival del cinema di Cannes al lungometraggio “Le otto montagne”; tratto dal best seller di Paolo Cognetti e diretto dai registi belgi Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, il film con Alessandro Borghi e Luca Marinelli è stato premiato ex aequo con “Eo” di Jerry Skolimowski.

Da sinistra la direttrice di Film commission VdA Alessandra Miletto accanto all’assessore Jean-Pierre Guichardaz, il presidente Simone Gandolfo, Monica Amato e il location manager Giorgio Vigna.
Da sinistra la direttrice di Film commission VdA Alessandra Miletto accanto all’assessore Jean-Pierre Guichardaz, il presidente Simone Gandolfo, Monica Amato e il location manager Giorgio Vigna.

“Una vittoria che ha saputo ripagarci del lavoro e della fatica”

“Se già la prima, proiettata mercoledì 18 maggio a Cannes, ci aveva regalato non pochi momenti indimenticabili, la cerimonia di premiazione che abbiamo seguito a dita incrociate a distanza ha sicuramente saputo ripagarci del lavoro e della fatica spesi nel confezionamento del film, avviato un anno prima dell’effettivo inizio delle riprese con la ricerca dei luoghi adatti a creare la massima aderenza alla storia dalla quale esso prende spunto e la successiva installazione in loco di Felix e Charlotte – ha spiegato la direttrice di Film commission VdA, Alessandra Miletto -. Abbiamo girato sia in estate sia nel mese di dicembre e questo lasso temporale così prolungato ha in qualche modo reso produzione e attori parti della comunità di Brusson, nella quale i creatori hanno voluto insediarsi investendo non soltanto sul proprio prodotto ma anche sul territorio che ne costituisce la scenografia e stanziando perciò oltre un milione di euro tra il consolidamento e il restauro di parte della scuola di Graines, di un alpeggio precedentemente abbandonato al quale è stata restituita nuova vita e gli investimenti sul territorio”.

Paolo Cognetti: “Questa vittoria rappresenta per me un grande regalo”

Paolo Cognetti, milanese trapiantato da 15 anni tra quelle montagne valdostane dove ha trascorso larga parte delle vacanze estive della sua infanzia, non ha mancato di assistere alle fasi di elaborazione del lungometraggio, dalla sceneggiatura sino alla realizzazione e alla revisione finale.

“Questa vittoria rappresenta per me un grande regalo poiché ho visto confezionare questo film con tempo, rigore e impegno dei tanti talenti coinvolti e, nonostante la sicurezza che si sarebbe trattato di un successo, mai avrei immaginato di raggiungere quello che non considero un traguardo ma soltanto una delle tappe del viaggio del mio romanzo – ha commentato l’autore, che, oltre al premio Strega 2017 e ad altri riconoscimenti in Europa e Canada, ha visto “Le otto montagne” tradotto in oltre 40 lingue e venduto per oltre un milione di copie in tutto il mondo -. Dalla pubblicazione del libro nel 2016, questa storia scritta quasi 10 anni fa che avevo creduto speciale soltanto per me stesso ha saputo fare molta strada e sono felice che a farle da sfondo sia proprio un luogo simbolico per me così importante come la montagna, focus e ambientazione principale di tutti i miei ultimi lavori capace di influenzare e cambiare i destini di coloro che la abitano e la vivono giorno dopo giorno“.

Rocco Schiavone in corsa per I Nastri d’Argento

Dovrà lottare duramente contro le 4 serie crime concorrenti ai Nastri d’argento di Napoli il vicequestore di Aosta creato dalla penna di Antonio Manzini e sbarcato sullo schermo grazie alla produzione Rai e al talento dell’attore Marco Giallini.

“Inutile dire che Rocco Schiavone, sorta di enfant du pays nostrano, è sempre stato accolto con piacere dalla città e dalla comunità ed è addirittura stata in grado di attirare in Valle d’Aosta una discreta quantità di turisti, in un circolo virtuoso favorito da quella lunga durata che ha agito sull’immaginario collettivo degli spettatori spingendoli a ricercare ed esplorare i luoghi abitati dai loro affezionati personaggi – ha concluso Alessandra Miletto -. Quanto alle dichiarazioni di Antonio Manzini circa le tempistiche strette e il clima di lavoro disagiante che caratterizzano le produzioni Rai, posso assicurare che quest’anno le settimane di riprese sono state non 4 come da lui osservato bensì 10, iniziate il 28 febbraio e conclusesi attorno alla metà di maggio con la partenza della troupe alla volta del Lazio, e, nonostante i rimi sostenuti e serrati e le difficoltà provocate dalla pandemia e dalle continue variazioni del piano di lavoro che essa ha comportato, gli attori si sono detti nel complesso contenti della permanenza sul territorio e per nulla stanchi o stressati dalla realizzazione delle 4 puntate totali della prossima quinta stagione della serie”.

Le Otto Montagne
Le Otto Montagne

Tratto dal romanzo di Paolo Cognetti, premio Strega 2017, il film è stato diretto dai belgi Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groenigen e interpretato da Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Filippo Timi ed Elena Lietti.

Prodotto da Wildside e distribuito da Vision, il film è stato girato nel 2021 in gran parte a Brusson, con il contributo di Film Commission Valle d’Aosta. 

A commentare il successo italo belga è il Ministro della Cultura, Dario Franceschini: “Con ‘Le otto montagne” il cinema italiano ancora protagonista”.

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