Cinquant’anni di frequentazioni valdostane nei dipinti di Fernando Bibollet

Ad aprire la stagione espositiva invernale dell’Assessorato regionale alla Cultura è stata la mostra “Sur les sentiers du Val d’Aoste” del pittore piemontese Fernando Bibollet. In mostra oltre cento dipinti e disegni fino al 14 febbraio.
Val Veny - Farnando Bibollet
Cultura

Il rapporto di frequentazione intensa che il pittore piemontese Fernando Bibollet ha avuto per oltre 50 anni con la Valle d’Aosta è tutto testimoniato nelle oltre 100 opere, tra tele e disegni, che da venerdì 6 novembre arricchiscono le pareti della sala espositiva "Hôtel des États" ad Aosta.
Luogo di vacanza e di riposo già dei genitori e, agli inizi del Novecento, dei nonni paterni savoiardi, la Valle è stata per Bibollet terra di amicizie durature e fonte di ispirazione. In particolare trascorse l’infanzia con la madre e la sorella a Promiod, sopra Châtillon, dove si rifugiava durante la guerra. Autentico “pittore di montagna” nelle sue opere Bibollet riesce ad interpretare la morfologia del paesaggio, mettendone in luce la struttura più profonda, senza rinunciare all’osservazione e alla resa delle superfici.
Rocce e acqua, ghiacciai e campanili e la montagna più rude si alternano della opere di Bibollet che riesce, in quanto pittore dell’anima, a proporre un visione della natura alpina in cui la drammaticità delle vette e il silenzio meditativo del verde di fondovalle dialogano nella costruzione di una dimensione poetica armonica.

Sotto il profilo pittorico Bibollet riunisce la tradizione del paesaggismo piemontese, che ebbe nel suo maestro Luigi Calderoni uno dei principali esponenti, e una vena informale, che lo avvicina all’astrazione. Le opere sono realizzate prevalentemente con la tecnica dell’acquarello e del pastello. Con la prima tecnica Bibollet si muove in una dimensione da atelier, meditativa e analitica, mentre con il pastello pratica una vera e propria pittura en plein air, lasciandosi trasportare dalla suggestione dei luoghi e dalle atmosfere dell’ambiente.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2010.

 

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