Cours de reportage pour le web, tre i progetti presentati all’UPF

All'UPF Vda si è svolta la presentazione di alcuni web-reportage della durata di 3-4 minuti, creati dai partecipanti del "Cours de reportage pour le web" con l’aiuto dal regista Joseph Péaquin.
Cours de reportage pour le web
Cultura

Un giornalista, nel 2021 deve essere capace di andare ben oltre il testo scritto. Ecco perché, insieme a Diletta Peretto, Enrico Martial, Noemi Giovannino, Cristina Deffeyes e Sonia Charles, ho partecipato al “Cours de reportage pour le web” organizzato dall’Union De La Presse Francophone e finanziato dall’Assessorato Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio della Regione Autonoma Valle d’Aosta grazie al “Premio per contenuti audiovisivi innovativi per il web”. Il corso ha richiesto a ciascuno dei partecipanti la realizzazione di un réportage web, della durata di 3-4 minuti, con l’aiuto dal regista Joseph Péaquin.

Il corso si è articolato in quattro fasi. Nella prima, che si è svolta nel primo weekend di ottobre, Joseph ci ha fornito alcune basi di grammatica audiovisiva. Partendo dalle differenti tipologie di inquadratura, di movimenti di macchina e di raccordi, per poi passare all’analisi dettagliata di un reportage esemplificativo. In questo frangente ho avuto la possibilità di ripassare e approfondire ciò che avevo appreso durante il “Laboratoire de Création Audiovisuelle” concluso poco prima. Inoltre, ho potuto tastare con mano in quale misura l’audiovisivo può essere utile nel mondo dell’informazione digitale. Per Enrico Martial, autore di Montenégro, invece: “È stato un corso di formazione molto utile, che mi ha fatto togliere un po’ di ruggine rispetto alle mie esperienze professionali pregresse da programmista regista Rai”.

Il découpage

Nella seconda parte del corso ci siamo occupati dell’aspetto organizzativo del reportage. A ciascuno dei partecipanti è stata richiesta la ricerca di un soggetto per il proprio reportage e alla stesura di un découpage séquentiel. Tra tutte, per me è stata la fase più semplice, sia perché la scrittura è sempre stata il mio punto forte, sia perché ho fatto tesoro del consiglio di “Pensare per immagini” che Joseph Péaquin mi ha dato alla fine della prima fase. Per Diletta Peretto, autrice di Marché Au Fort, questa fase è stata un’occasione per provare una sensazione diversa dal solito: “Una cosa che mi ha dato un senso di responsabilità è stato dover contattare la sindaca di Bard e il presidente della Chambre per fare l’intervista. Quando ho dovuto spiegare chi ero e cosa dovevo fare mi sono sentita molto professionale, era qualcosa di strano.

Le riprese

Se la stesura del découpage mi è sembrata una mansione perfettamente nelle mie corde, non posso dire altrettanto della fase di ripresa. Rendere in video ciò che scrivi su carta molto spesso nasconde più insidie di quello che ci si può aspettare a primo impatto. Credo comunque che tra tutte questa sia stata la fase più utile per la mia formazione. Ho capito che meteo, attrezzatura e persone coinvolte nella realizzazione, spesso possono rivelarsi molto imprevedibili. Così ho imparato quanto possa essere importante studiare un piano A un piano B e all’occorrenza anche dei piani C e D. Anche Diletta l’ha trovata una notevole occasione di crescita: “Avevo già avuto esperienza di ripresa ma c’era sempre stato qualcuno, come Joseph e Martina con me la scorsa volta. Se non prestavo attenzione a qualcosa me lo facevano notare, se avevo qualche dubbio chiedevo, trovandomi da sola mi sono venute diverse incertezze. Al momento delle riprese mi è stata anche offerta la possibilità di chiedere supporto a Joseph ma era qualcosa che volevo provare a fare da sola perché finché non fai un’esperienza da sola alcune cose non le capisci. A posteriori rifarei alcune cose decisamente in modo migliore perché so di averle sbagliate, ma sono contenta così, essendo stata la mia prima esperienza dovevo sbattere la testa probabilmente per capire quali erano i miei limiti e dove migliorarmi”.

Joseph Peaquin
Joseph Peaquin

Arrivato al montaggio non ero sicuro potesse scaturire un buon risultato dai miei filmati. Riguardandoli, Joseph mi ha fatto notare che effettivamente non ero riuscito a variare abbastanza i soggetti delle mie riprese. Fortunatamente, come sostenuto da Diletta: “Abbiamo avuto il lusso di avere qualcuno che sa cosa devi fare e quello che fa, come Joseph che ti segue passo per passo e ti da consigli”. Di conseguenza grazie all’aiuto e i consigli di Joseph, ho prodotto un risultato finale di cui posso ritenermi soddisfatto. Dal 18 dicembre, giorno dedicato alla presentazione del progetto, i nostri reportage sono disponibili anche sul sito web dell’UPF Vallée d’Aoste, nella sezione vidéos.

Una cosa è certa, prima di diventare a tutti gli effetti un “Journaliste Shiva”, ho ancora molto lavoro da fare, considerato che, come sostenuto da Martial: “Sono competenze tecniche che ora come ora sono richieste direttamente a colui che crea il prodotto, si è sempre meno affiancati dai tecnici. È un po’ la stessa cosa avvenuta con la video scrittura e con la scrittura, adesso si fa un po’ tutto da soli e con tecnologie diverse che devi saper gestire meglio e molto spesso controllarle anche direttamente”.

I tre reportage

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