Doppiaggio: è valdostana la migliore voce femminile del 2016

Valentina Favazza, 28 anni di Aosta, ha ricevuto nei giorni scorsi il Leggio D’Oro, il premio nazionale per doppiatori. Sua la voce di Alicia Vikander, Oscar per la miglior attrice non protagonista per The Danish Girl.
Valentina Favazza
Cultura

E’ valdostana la migliore voce femminile sul grande schermo del 2016. Valentina Favazza, 28 anni di Aosta, ha ricevuto nei giorni scorsi il Leggio D’Oro, il premio nazionale per doppiatori. Il prestigioso riconoscimento, assegnato da una giuria composta da giornalisti, le è stato consegnato per il doppiaggio di Alicia Vikander, Oscar per la miglior attrice non protagonista per The Danish Girl, il film diretto da Tom Hooper, adattamento del romanzo scritto da David Ebershoff.
“E’ stata una grande emozione” spiega Valentina “Quando mi hanno chiamato per annunciarmi la vittoria, pensavo fosse uno scherzo. Sono stata candidata diverse volte per il Romics ma non ho mai vinto, questo riconoscimento però è ancora più importante perché non è autoreferenziale visto che a decidere i premi non sono dei doppiatori”.

Nonostante la sua giovane età Valentina vanta già una lunga carriera nel mondo delle “voci dell’ombra” nata da una passione coltivata fin da piccola e inseguita con determinazione.
“Coltivo questa passione dall’età di sette anni, anche grazie a mio nonno che mi faceva ascoltare le fiabe in musicassette” racconta Valentina. Ma sono stati soprattutto i cartoni animati a destare la curiosità dell’aostana per il mondo dei doppiatori. “Mi sono accorta che alcuni personaggi di cartoni diversi avevano la stessa voce, così ho iniziato a prestare attenzione ai titoli di coda e a imparare a conoscere i doppiatori, diventati in seguito i miei miti d’infanzia”. Il regalo da parte dei genitori di un mixer è diventato per Valentina lo strumento per testare le sue capacità e al tempo stesso per affinarle. “Passavo le mie ore a fare i doppiaggi in cameretta, ascoltando e emulando le voci professioniste ascoltate in tv: quella è stata la mia vera scuola”. Durante le superiori l’aostana ha iniziato a fare teatro con Andrea Damarco e nel corso di una rappresentazione pubblica è stata notata. “Mi è stato proposto di fare una pubblicità radiofonica in Rai” continua Favazza “e in quell’occasione sono entrata in contatto con Anna Radici che mi ha suggerito di tentare un provino negli studi della Delta di Torino”. Il talento della ragazza, all’epoca 18enne, è stato subito notato e così è iniziata la carriera. “Torino però non mi bastava, volevo andare a Roma perché è lì che venivano realizzate le produzioni che mi interessavano”. Grazie ai consigli di Simone D’Andrea, Valentina, accompagnata dal padre, inizia a fare la pendolare fra la Capitale e Aosta, per assistere ai turni di doppiaggio nella "Cast Doppiaggio". E un giorno viene notata. “Mi hanno fatto dei provini e così ho iniziato la gavetta, facendo pian piano sempre più turni fino a ritagliarmi il mio piccolo spazio in questo mondo”.
Un percorso che Valentina definisce “da sogno". "Se c’era in me un po’ di talento – aggiunge la ragazza –  ho avuto la fortuna di incontrare delle persone che l’hanno visto e l’hanno tirato fuori”.

Su The Danish Girl che, assieme al doppiaggio di Carey Mulligan in “Suffragette”, le è valso il Leggio D’Oro, Valentina dice: “E’ un ruolo potentissimo a livello emotivo, ancora di più perché ho avuto modo di interpretarlo con a fianco il mio compagno di vita Flavio Aquilone, doppiatore di Eddie Redmayne. Di solito non compro mai i dvd dei ruoli che interpreto ma di questo l’ho fatto dopo essere andata quattro volte al cinema a vederlo”.
Nei prossimi mesi Valentina tornerà a essere parte di importanti progetti cinematografici che però rimangono al momento “top secret”. Non resta, quindi, che leggere con attenzione i titoli di coda.

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