Franco Barenghi è “Uno di Noi” nel nuovo libro di Franco Cavalet Giorsa

Il volume, corredato di circa 50 fotografie d'epoca, sarà presentato lunedì 26 ottobre, alle ore 18, nel salone del CCS Cogne di Aosta. All’evento parteciperanno i giornalisti Carlo Gobbo e Alessandro Camera.
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Calciatore e poi allenatore, commissario tecnico, membro del Coni e giudice sportivo ma anche costruttore, impresario edile, e soprattutto marito, padre, nonno e amico. Le mille sfaccettature della vita di Francesco Barenghi, torinese d’origine ma valdostano d’adozione, scomparso lo scorso anno, sono raccontate in maniera delicata quanto puntuale nel libro di Franco Cavalet Giorsa, giornalista pubblicista.

Il volume, intitolato “Uno di noi, memorie di Franco Barenghi” e corredato di circa 50 fotografie d’epoca, sarà presentato, lunedì 26 ottobre, alle ore 18, nel salone del CCS Cogne di Aosta. All’evento parteciperanno i giornalisti Carlo Gobbo e Alessandro Camera.

La pubblicazione, che si pregia della preziosa introduzione di Livio Forma, narra, da un punto di vista soggettivo e distante dalla storiografia ufficiale, la vita di un uomo da ricordare non solo per la carriera sportiva, peraltro di tutto rispetto (giocò nelle giovanili e nelle riserve della Juventus e del Torino tra il 1939 e il 1949, ndr), ma soprattutto per essere testimone del suo tempo e delle vicende della sua famiglia a partire dagli anni 30 del XX secolo.

"Per quanto nella mia vita lo sport abbia giocato un ruolo certamente non secondario – spiegava Barenghi all’autore del libro, discutendo del progetto editoriale – non sono interessato a scrivere un volume sul calcio: mi piacerebbe narrare eventi emblematici dei giorni che ho vissuti, in modo da presentare i miei ricordi, le mie opinioni e i miei sentimenti. Vorrei parlare del lavoro, dell’amicizia e della famiglia, dei valori della vita".

Una proposta che è piaciuta molto a Cavalet Giorsa. “Ne è nato un volume che rappresenta un ricordo dell’amicizia, dell’entusiasmo e della simpatia che egli ha suscitato tra coloro che l’hanno conosciuto”, spiega l’autore. Tra questi c’è anche Livio Forma, autore della prefazione del libro.

“Chi è stato per me Franco Barenghi? In una sola parola: il calcio”, spiega Forma. “Il libro che state per leggere, però, non è solo calcio. È uno spaccato di più di mezzo secolo di storia d’Italia. Toccanti sono i ricordi di Barenghi del fascismo e della seconda guerra mondiale vista da Torino e dintorni. Ne vengono fuori valori quali l’onestà, la solidarietà, il rispetto per il prossimo ormai, purtroppo, gettati nel cestino e che consiglio alle nuove generazioni di rispolverare”.

Un consiglio per le nuove generazioni lo propone anche l’autore del libro. “Ascoltando le parole di Franco, ho imparato molto, mi sono divertito e pure commosso”, ammette Cavalet Giorsa. “Ma, soprattutto, ho rafforzato una convinzione: le generazioni che hanno vissuto senza automobile, frigorifero, televisione, computer, cellulare e mille altri straordinari ritrovati della tecnologia poterono affrontare con successo le prove della vita perché sostenute da una straordinaria risorsa che per noi diventa di giorno in giorno sempre più astratta, evanescente. La speranza nel futuro”. 

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