‘I simulacri’ di Philip Dick

Leggere libri come 'Ubik' o come 'Ma gli androidi sognano pecore elettriche?' implica farsi domande su quali siano i valori prioritari della società in cui viviamo. Nessuna risposta solo domande attualissime, anche se Dick, li ha scritti negli anni '60.
Cultura

Leggere Philip Dick non è solo affare da intellettuali snob di sinistra. Leggere libri come “Ubik” o come “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” o ancora “Rapporto di minoranza” implica farsi domande su quali siano i valori prioritari della società in cui viviamo, sul senso di identità dell’essere umano. Nessuna risposta dai suoi libri, solo domande attualissime, anche se Dick, scrittore visionario e pure tossicodipendente e fallito, li ha scritti negli anni Sessanta.

Il cinema si è ispirato spesso ai suoi romanzi di fantascienza, ne sono venuti fuori “Blade runner”,  “Atto di forza”, “Screamers”, “Minority report”, “Matrix”. Tutti film che sono stati considerati all’avanguardia, mentre il suo ispiratore era morto giovanissimo e disperato parecchi anni prima.

Da “I simulacri”, scritto nel 1963 e pubblicato nel 1964 (in un clima di paranoie e sospetti per via della guerra fredda), non è stato tratto nessun film, ma non ce n’era bisogno, dato che rappresenta in maniera così nitida i meccanismi della realtà in cui tutt’ora viviamo. I simulacri sono la coppia presidenziale che governa gli Stati Uniti nel ventunesimo secolo, tutti i personaggi chiamati in causa, umani o artficiali che siano, ruotano intorno all’opposizione tra la verità sulla reale natura della coppia, i “simulacri” appunto, e la fede cieca nella versione propinata al pubblico di cittadini.

Titolo: I simulacri
Autore: Philip Dick
Editore: Fanucci
Anno: 2002
Prezzo: 13,00 euro

A cura di Filotea libreria cattolica editrice – Aosta (filotealibreriaeditrice@tin.it)

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