La lunga sinfonia del maestro Enrico Montanari: 30 anni con la banda di Issime

Il concerto di Natale del 1994 è stata la prima volta in cui ha diretto la banda musicale di Issime. Dopo trent'anni di attività, la storia si ripete. Appuntamento domani, alle 21, al salone Z'Lannsch Hous.
Il maestro Enrico Montanari
Cultura

Un bambino e la sua tromba. Enrico Montanari, direttore della Musikkapelle La Lira di Issime e dal 2022 anche sindaco del paese della valle del Lys, aveva 8 anni quando iniziò a frequentare i corsi della banda musicale. Era il 1979 e il gruppo era appena rinato grazie all’intuizione di Guido Linty, che da lì a poco avrebbe indossato la fusciacca del piccolo comune walser che ora aveva di nuovo la sua banda. Poi quel concerto di Natale del 1994. Il primo per Montanari con in mano la bacchetta da direttore. Il primo di una storia che dura da trent’anni.

A questo traguardo è dedicato il concerto di Natale di domani, venerdì 20 novembre, alle 21, al salone Z’Lannsch Hous di Issime. Un momento musicale per rivivere ciò che è stato. Oggi come allora il maestro Enrico Montanari dirigerà la sua banda e i suoi solisti per una sera tra polke tedesche, musica celtica e suite.

“Questo concerto è l’occasione per ricordare e ringraziare tutte le persone che hanno fatto parte di questo percorso a partire da mia mamma e mio papà che da piccolo mi hanno iscritto ai corsi della banda”, dice il maestro. Poi la parola passa ai ricordi. “La banda mi è piaciuta tanto fin dalla prima prova – racconta – e quando nell’autunno del 1994, dopo averne fatto parte per diversi anni e aver studiato prima all’Istituto musicale di Aosta e poi al Conservatorio di Torino, mi è stato chiesto di assumerne la direzione al posto di Paolo Linty (figlio di Guido ndr), eletto consigliere regionale, mi sono buttato al massimo in questa avventura. Mi ricordo che mi facevo da solo le bacchette in legno, escogitavo di tutto per spronare chi riusciva meno e poi le prove finivano spesso con delle belle battaglie a palle di neve perché allora nevicava tanto anche a Issime”.

Nel 1994, il maestro Enrico Montanari aveva 23 anni. La Musikkapelle La Lira contava una ventina di componenti e il presidente era Gianpaolo Minelli. “Lui insieme ai veterani della banda come Eligio Alby e Dario Dandres mi hanno sempre sostenuto, nonostante la mia giovane età – ricorda il direttore -. Mi hanno permesso di muovermi liberamente e di mettere in pratica il percorso musicale che avevo in mente, caratterizzando sempre di più la banda su un repertorio austriaco e tedesco, viste le origini walser del paese. Un lavoro che già il mio predecessore Paolo Linty aveva cominciato e che io ho portato avanti”.

Tra i momenti più significativi che hanno marcato questi trent’anni di direzione ci sono i concorsi, come il terzo posto al concorso internazionale di Valencia del 2012, i festeggiamenti per il centenario della banda fondata nel 1906, la nuova divisa, l’organizzazione dei Raduni delle bande musicali valdostane nel 1996, nel 2010 e nel 2024, lo stop forzato delle attività durante la pandemia e l’esibizione per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la sua visita ad Aosta. “Ci sono stati tanti momenti belli ma anche alcuni momenti difficili che siamo riusciti a superare cercando di restare uniti – dice -. Il merito è anche dei vari direttivi e dei quattro presidenti che si sono alternati in questi trent’anni”. Dopo Gianpaolo Minelli, la presidenza del gruppo è passata a Giulio Lazier, poi a Marina Bandito e da qualche anno a Danilo Frachey.

 

Nonostante il tempo che passa, l’emozione di prendere in mano la bacchetta durante ogni concerto è sempre diversa. “Indipendentemente dal posto o dall’occasione per me tutti i concerti sono importanti perché rappresentano il risultato finale di un lavoro che si è fatto con la banda e sono uno stimolo per far divertire i musicisti nel suonare e educare il pubblico a un certo tipo di musica- spiega il maestro -. Quando dirigo conta molto lo sguardo con cui riesco a comunicare con i miei musici. Prima di iniziare li guardo, riesco a capire chi è preoccupato, chi è concentrato e cerco di trasmettere loro sicurezza. All’inizio ero molto più deciso nell’ottenere le cose, con il tempo ho imparato a dare più valore a ciò che di bello si riesce a costruire insieme”.

Un po’ come succede in una famiglia allargata. Tra le file dei clarinetti e dei flauti suonano anche la moglie Paola e le figlie Giorgia e Beatrice. “Le loro uscite in banda sono state molto toccanti perché non è scontato riuscire a trasmettere la propria passione”, aggiunge Enrico Montanari. Che aggiunge: “La banda per me è sempre stata parte della mia famiglia. Si suona, si ride, si scherza e si condividono momenti meno belli. A volte si discute come è normale in un gruppo di tante persone”.

Proprio la sua banda ha sfilato con la fusciacca quando due anni fa è stato eletto sindaco del paese. E da buon amministratore, il suo sguardo è rivolto verso il futuro del gruppo. “Ho ereditato la direzione della banda con fondamenta ben solide e il fatto che ora io sia anche sindaco comporta un’attenzione ancora maggiore nel portarla avanti anche per l’importanza sociale che riveste in un paese che amo tanto. La banda contribuisce a renderlo vivo e a non spopolarlo. Permette alle persone di ritrovarsi e di iniziare a studiare la musica pur essendo lontani dalle scuole di musica della città. Il mio augurio è che un giorno tutto questo possa essere lasciato nelle mani di qualcuno che ne comprenda l’importanza portando il gruppo sempre più lontano”.

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