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La Petite Foire torna a Donnas: 400 artigiani e 17 scuole di scultura

Nonostante qualche goccia di pioggia, i visitatori hanno riempito le vie del borgo di Donnas, dove oggi, domenica 18 gennaio, si è svolta la Petite Foire.
Cultura

Lo avevamo lasciato tra i banchi di scuola de “L’écoula d’eun cou”. Un anno dopo lo ritroviamo tra gli spazzacamini dell’opera “Le Ramoneur”. Lo scultore di Doues, Guido Diémoz, è uno dei tanti espositori della Petite Foire della Bassa Valle.

La Fiera si è svolta oggi, domenica 18 gennaio, nel borgo di Donnas. Oltre 400 artigiani e 17 scuole di scultura, intaglio, tornitura e vannerie hanno preso parte all’evento. Nonostante qualche goccia di pioggia, i visitatori hanno riempito le vie del borgo.

Giuseppe Binel: “Preferisco non dare titoli alle mie opere, ognuno le interpreta come vuole”

Il ceppo di noce valdostano di Guido Diémoz è un racconto a tutto tondo dei bambini-spazzacamini, immersi in fumo e fuliggine. “Dovevano essere molto piccoli per poter passare dal camino” racconta lo scultore. “Avevano tra i sette e i tredici anni e mangiavano molto poco”.

Qualche metro più in là, Giuseppe Binel presenta una scena pastorale con personaggi indaffarati in attività di vario tipo, dal taglio della legna al pascolo. “Preferisco non dare titoli alle mie opere, ognuno le interpreta come vuole” spiega la scultore di Donnas, che ha iniziato a esporre i suoi lavori nel 1981.

Un alpino cammina con il suo mulo sulla piuma di un cappello e sparge stelle alpine in segno di speranza e solidarietà. È l’opera di Erick Bionaz, che ha scelto di scolpire, su noce, l’Operazione Stella Alpina, iniziativa di solidarietà, a cura dell’Associazione Nazionale Alpini, per raccogliere fondi.

“È anche la mia felicità”: il successo di Donato Savin

Tra i protagonisti della Petite Foire c’è anche la musica. Nel borgo risuonano le note della Banda Musicale di Donnas, che in apertura, sfila tra le vie. Sui banchi degli espositori non mancano strumenti musicali giocattolo e sculture in legno e pietra. Donato Savin, che si appresta nel 2027 a celebrare i suoi primi quarant’anni da espositore, ha scelto di raffigurare la musica attraverso il marmo verde della cava di Runaz. Una fisarmonica, una chitarra, un piffero e un trombone rappresentano la musica, intesa come sinonimo di felicità.

“È anche la mia felicità” rivela Donato Savin. “La felicità di questo momento perché ho tantissime cose in ballo. Il 22 gennaio (giovedì prossimo nella sede della Cogne Acciai Speciali, ndr) inauguro una nuova scultura realizzata in acciaio e in ferro, in collaborazione con Remo Béthaz. Mentre il 28 gennaio al Teatro Giacosa di Aosta si terrà “Ballando Mozart”, già presentato a Terrassa, vicino a Barcellona, lo scorso maggio. Per la scenografia il coreografo ha scelto alcune delle mie stele”. Le stele di Savin (non le stesse, ndr) sono anche le protagoniste dell’omonima mostra ospitata al Forte di Bard e prolungata fino al prossimo 28 giugno.

Anche Ornella Crétaz dedica la sua opera in tiglio agli amanti della musica. Onde sonore che si liberano nell’aria, ma che a un certo punto sono intercettate dall’estro e dalla fantasia. E diventano così centoquattro intagli, diversi uno dall’altro. “Una sorta di pentagramma” spiega Ornella Crétaz, che mentre intaglia – e lo fa da ventisei anni – ascolta canzoni melodiche.

Storie di amicizia: “partecipare insieme alla Fiera significa darsi una mano”

Tra i banchetti della Petite Foire si nascondono anche storie di amicizia. Da ormai cinque anni, a Donnas, Cyrille Chevalier e Antonio Magli condividono lo stesso banchetto. “Ci siamo conosciuti frequentando corsi di scultura. A Morgex, nei primi anni duemila” raccontano. “Partecipare insieme alla Fiera significa darsi una mano”.

Una metà del banco è occupata dai tulipani selvatici realizzati da Cyrille. “Sono dei tulipa sylvestris in tiglio, inseriti in una radice di larice con un basamento in acciaio per dare un tocco di modernità. In natura sono di un giallo brillante, ma ho preferito valorizzare il colore naturale del legno”. Sull’altra metà i coltelli di Antonio con manici in noce scolpiti, dove oltre alle classiche farfalle appaiono anche i personaggi più amati: da Mr Bean a Dragon Ball.

E poi c’è Davide Ireneo Tornago con Thor, amico a quattro zampe. Appassionato della Marvel, l’artista ha realizzato un mosaico che raffigura il Forte di Bard. Non sono stati i vent’anni della fortezza ad aver ispirato Davide Ireneo. L’artista ha voluto rappresentare, con pietre raccolte nei fiumi, nei torrenti e nelle miniere della Valle d’Aosta, il set del film “Avengers: Age of Ultron”.

I ‘non tradizionali’ trotatà di Luca Gambertoglio

Anche la categoria ‘non tradizionale’ trova il suo spazio alla Petite Foire. L’artista-musicista di Aosta Luca Gambertoglio ha portato, per la prima volta a Donnas, “Banchetto e Bancarella”. Qui i tatà diventano trotatà. “L’idea è quella di trasportare dal mare alla montagna, come facevano gli acciugai”. Trasportare “prodotti di artigianato ludico”: trotatà da tiro, barchette e oggetti sonori legati al mondo della musica e dell’infanzia.

Sempre per il ‘non tradizionale’, Sara Cuffari addolcisce la Foire con profumi e sapori di miele. Sul suo banchetto trovano spazio miele di alta montagna e candele ecologiche in cera d’api. Oltre ad esporre, “svolgo attività divulgative, didattiche e artistiche durante le quali si creano candele, cosmetici e unguenti” spiega l’apicoltrice di Roisan.

Un paiolo in rame: il ciondolo della Petite Foire.

Ogni Fiera ha il suo ciondolo. Per l’edizione 2026, Andrea Guglielmetti di Verrayes, artigiano del rame da quattro generazioni, ha realizzato un paiolo in miniatura con il classico laccetto in cuoio. Una versione simile, ma più grande, una sorta di boccale, è stata realizzata per la Veillà di venerdì 16 gennaio.

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