In febbraio la Valle d’Aosta non sarà solo set per le riprese della serie tv sul vicequestore Rocco Schiavone, ma anche di un altro progetto. Parliamo sempre di un prodotto firmato Rai Fiction e Cross Productions, noto al momento come “La vita di Lorenzo S.”. Diretto da Simone Spada, per quanto di indiscrezioni non ne trapelino, è destinato ad essere la trasposizione per il piccolo schermo dell’apprezzato podcast “Io ero il Milanese” di Mauro Pescio.
Una storia di un rapinatore di banche “vecchio stile” perso nel crimine, dei suoi anni in cella e della sua rinascita come mediatore ed esperto in giustizia riparativa, che è stata raccontata anche in un libro e in uno spettacolo teatrale. Ora si fa immagine, con i set che hanno già riguardato, nelle scorse settimane, località in Sicilia e, più di recente, Novara, in Piemonte. In tutto, la fiction si comporrà di otto puntate. Come si evince anche dagli atti di patrocinio di alcuni enti locali, i luoghi scelti per le riprese in Valle sono Saint-Vincent e Chamois.
Il perché, per chi conosce la storia, non è difficile da immaginare. Essendo uomo della “mala” d’antan, Lorenzo S. non disdegna, tra un colpo e l’altro, una vita fatta di “grandeur” e tavoli verdi. Considerato che Venezia, per motivi logistici, non appare banale nei costi per una produzione televisiva e che Sanremo è verosimilmente già nel loop festivaliero, Saint-Vincent e la sua casa da gioco devono essere apparsi l’opzione maggiormente percorribile.
Meno diretto, invece, è il riferimento a Chamois, ma è chiaro che il “gioeillino” senz’auto (al paese si accede solo in funivia), senza pari in Europa, può offrire scorci di montagna particolarmente suggestivi e intensi. Sul portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione cinematografica e audiovisiva, per la nostra regione sono stimati tre giorni di riprese. L’opera vede il sostegno della Film Commission Vallée d’Aoste.
