Le montagne di otto grandi fotografi si trasferiscono ad Aosta

E' stata inaugurata ieri la prima edizione del Mountain Photo Festival l'opera prima di Alessandro Ottenga e Lorenzo Merlo che trasforma per un mese Aosta in grande museo all'aperto. 8 le esposizioni ad Aosta, una a Verrès, aperta nel giugno scorso.
MPF - Seamus Murphy, Afghanistan, Mostra Afghanistan
Cultura

Aosta ha la sua biennale. E’ stata inaugurata ieri pomeriggio, venerdì 22 agosto, il Mountain Photo Festival, l’opera prima di Alessandro Ottenga e Lorenzo Merlo che trasforma per un mese Aosta in grande museo all’aperto che abbraccia a 360° la Montagna e le sue genti.

“Un’occasione interessante per la città – ha sottolineato l’Assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz – perché con una mostra riusciamo a far rivivere il tessuto urbano coniugando le ricchezze della città con quella montagna che ci circonda”.

"Infatti il Mountain Photo Festival raccoglie –  ha ricordato l’Assessore alla Cultura, Laurent Viérin –  quello che è diventato negli ultimi tempi il leit motiv dell’Assessorato regionale alla Cultura ovvero “la sinergia fra luoghi ed eventi”, portando le varie esposizioni dentro i più importanti siti storico-archeologici di Aosta."

Cosi per ammirare gli scatti del fotografo dell’agenzia Magnum, Chris Steele-Perkins, presente ieri all’inaugurazione e che sarà possibile ascoltare, domenica 24 agosto alle ore 21 presso la Saletta del Municipio di Aosta, i visitatori dovranno per forza buttare un’occhio alle Porte pretoriane. O ancora per scoprire il Ladakh ritratto dall’indiano Prabuddha Das Gupta sarà obbligatorio immergersi nel Chiostro di Sant’Orso mentre il belga John Vink  e il suo Laos si sposeranno con la Basilica Paleocristiana di San Lorenzo.

Accanto alle foto e ai suoi nove autorevoli autori, scelti ha sottolineato Lorenzo Merlo, direttore artistico della mostra,  "perché interpreti di una montagna che hanno vissuto e raccontato per anni", il Mountain Photo Festival offre anche workshop, incontri con gli autori delle esposizioni, laboratori, animazioni artistiche culturali ed enogastronomiche.

Dopo la tavola rotonda “Montagna e desertificazione” di sabato 23 agosto in Biblioteca regionale, dal 28 al 31 agosto, il tema verrà ripreso in un workshop tenuto da Luca Andreoni.

Il 13 settembre, viale Conte Crotti si trasformerà in un angolo del Giappone. Ispirandosi alla mostra di Steele-Perkins dedicata al monte Fuji, la via che verrà chiusa al traffico offrirà laboratori di origami, ikebana, dolci e te giapponesi, spettacoli e danze fino alla cena giapponese.
Il cibo tornerà poi protagonista di un altro evento, “una montagna di cibo km zero”, in programma dal 18 al 20 settembre. Gran finale invece con protagonista l’innovazione e la creatività.

Partner dell’evento, oltre agli Assessorati regionali alla Cultura e al Turismo e all’Assessorato comunale alle Attività produttive, l’agenzia Contrasto di Milano che si è occupata tra l’altro della realizzazione del catalogo della mostra che è attualmente in distribuzione a Forma, il centro internazionale di fotografia di Milano.

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